L’Adriatica Press sorride: Fabi firma il primo successo

Dopo tre sconfitte di fila i teramani muovono la classifica con i due punti conquistati contro Catanzaro e festeggiano il recupero di Di Diomede
TERAMO. Doveva vincere e ha rispettato le consegne. L'Adriatica Press Teramo, dopo tre sconfitte, festeggia il primo successo stagionale. La prima notizia positiva della serata è il recupero, seppur parziale, quattro minuti in campo, di Di Diomede che può allungare le rotazioni sotto canestro della squadra biancorossa. Contrariamente alle aspettative è Catanzaro ad avere un approccio al match con Gobbato e Mavric, 7-15. Le difficoltà per Teramo, dunque, sembrano aumentare, ma ci pensa Fabi a ridare coraggio ai suoi: 12-15. Il momento adesso è tutto dell’Adriatica Press che, con Marchetti e il sempre convincente Aromando, trova la parità a quota 17 e il sorpasso ad inizio secondo periodo: 24-23. E’ un’altalena di emozioni, non è un gioco particolarmente brillante. Markovic e il lungo Medizza riportano Catanzaro sopra di 5, 28-33 che è anche il punteggio con il quale le due formazioni rientrano negli spogliatoi. Dopo l’intervallo lungo è ancora una volta la formazione giallorossa ad avere un approccio migliore e, con Calabretta e Gobbato, arriva il +9, 30-39 che costringe coach Domizioli ad un inevitabile time out. Dopo il minuto di sospensione esce fuori un Teramo carico e deciso. E il trascinatore è Fabi che segna otto punti in fila e cambia radicalmente le cose sul parquet del Pala Scapriano, 42-41. Perché a beneficiarne è tutta la squadra, più aggressiva. Signorini e Costa tengono in scacco la difesa calabrese, 48-46 ed è Lagioia, con una tripla, a scavare un solco importante: 53-50 supportato, nel migliore dei modi, da 4 punti in sequenza, di Aromando: 57-50. Le preoccupazioni e le ansie dei tifosi si sono trasformate, ora, in applausi. Con quattro giri di lancette ancora da giocare l’Adriatica Press Teramo inizia a far scorrere i titoli di coda alla gara con l’accoppiata Pavicevic-Lagioia, segnale di reattività del primo sotto le plance, solita tripla chirurgica del capitano: 65-52. Catanzaro, pur senza mollare mai, non ha più la forza di rientrare e allora, prima della sirena conclusiva, c’è lo spazio per una bella dote di applausi per Fabi che, con il suo talento, ha cambiato il corso della partita: 22 punti con 7/9 da due e tre assist per l'ex Lecco.
Matteo Falzon
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