L’agente di Maniero: Sebastiani mi stupisce

L’avvocato Romano: «Era stato lui a promettere un aumento dopo che il bomber si era ridotto l’ingaggio»
PESCARA. Pescara-Maniero, amore finito? Sembra proprio di sì. È proprio vero, si litiga anche nelle migliori famiglie. Perché, al di là delle dichiarazioni di affetto, il presidente Daniele Sebastiani e l’avvocato Francesco Romano, agente del calciatore, raccontano due verità riguardo al contratto che scade a giugno 2015. Tre giorni fa Sebastiani aveva criticato Romano, reo di aver chiesto l’adeguamento dello stipendio dell’attaccante. Ieri è arrivata la replica. «Le dichiarazioni di Sebastiani mi stupiscono», ha affermato Romano, «l’anno scorso il Pescara propose un ridimensionamento del contratto che scadeva nel 2015. Sia chiaro, non una spalmatura, dal momento che il termine è rimasto invariato. Riccardo accettò senza esitazioni. Contestualmente, Sebastiani garantì che, qualora il giocatore avesse disputato un buon campionato, il contratto sarebbe stato ritoccato. Impegno a me riconfermato circa un mese fa, ma la promessa è stata disattesa. Di recente, infatti, il presidente disse che Maniero poteva restare mantenendo l’attuale contratto, oppure doveva trovarsi un’altra destinazione a fronte di un trasferimento non gratuito. Qualsiasi calciatore, si sentirebbe non stimato dalla propria società. Riccardo non ha mai chiesto di essere ceduto perché, come tutti sanno, ama Pescara. Ha soltanto ricordato ciò che gli era stato promesso dopo aver realizzato 15 gol disputando la migliore stagione della sua carriera. Preciso di non aver avanzato richieste assurde». Infine, la speranza (vana) di aver frainteso il pensiero di Sebastiani. «Stento a credere alle sue dichiarazioni, mi auguro che sia soltanto un’interpretazione sbagliata. Conosco Daniele e lo stimo. Con la società c’è sempre stato un rapporto eccellente e anche Riccardo è legatissimo a lui». In serata è arrivata la controreplica del presidente biancazzurro. «Non sono stato frainteso», ha spiegato Sebastiani, «ma il mio attacco non era rivolto all’avvocato Romano con cui il rapporto è ottimo. È un discorso generale: basta con questo malcostume di chiedere un ritocco quando un calciatore disputa una buona stagione. Perché quando va male gli agenti non propongono una decurtazione? Su Maniero, che reputo il mio figlioccio, ripeto il concetto: non gli ho promesso l’adeguamento e non è vero che l’accordo è rimasto invariato. L’anno scorso lui ha spalmato il contratto allungando di un anno la scadenza e il Pescara si è anche riservato l’opzione per prolungarlo al 2016. Se qualcuno vuole Riccardo deve comprare il cartellino». (g.t.)
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