L’ALTALENA IN VETTA E I CAPRICCI DEI PATRON

7 Dicembre 2015

di ROCCO COLETTI E’ di nuovo il momento dell’Inter , dopo che per una settimana il Napoli aveva festeggiato la riconquista (dopo 25 anni) del primo posto solitario in serie A e riassaporato l’entusias...

di ROCCO COLETTI

E’ di nuovo il momento dell’Inter , dopo che per una settimana il Napoli aveva festeggiato la riconquista (dopo 25 anni) del primo posto solitario in serie A e riassaporato l’entusiasmo dei tempi di Maradona. In precedenza, avevano sognato ad occhi aperti la Roma e la Fiorentina. Brutta bestia l’entusiasmo dopo il primo posto, difficile da gestire per chi non è abituato. E’ un campionato senza padroni, la vetta della classifica ha (quasi) sempre un nuovo inquilino e questo equilibrio sta favorendo il ritorno della Juventus che oggi è a sei punti dalla capolista alla vigilia di un turno di campionato, il prossimo, in cui si affronteranno quattro delle prime cinque della classe: Udinese-Inter sabato sera il prologo e poi domenica Napoli-Roma (ore 18) e Juventus-Fiorentina (ore 20,45). Tanto equilibrio non si vedeva da decenni in serie A, se è rivolto verso l’alto o verso il basso è argomento di discussione per opinion leader, sta di fatto che gol ed emozioni non mancano. E accrescono l’interesse di un campionato che sta riacquistando appeal anche fuori dai confini. Tante squadre in lotta per lo scudetto dopo 15 giornate, la spunterà chi avrà più fiato, chi avrà forza per resistere allo sforzo (soprattutto mentale) che sarà maggiore rispetto agli ultimi anni. In coda, invece, la mano di Zamparini sul cammino del Palermo è tangibile: un punto in tre gare per Ballardini voluto dal patron in panchina al posto di Iachini, gradito dalla squadra e dalla piazza, ma non più disposto a subire ingerenze dal patron. Ballardini, invece, non incontra grosse difficoltà ad essere d’accordo con Zamparini. E tre giocatori sono finiti fuori rosa. Difficile, molto difficile ripetere l’impresa di due anni fa – quando il patron portò i rosanero alla retrocessione tra un cambio di allenatore e l’altro – ma la strada è quella. Di male in peggio, da Palermo a Genova dove il cambio voluto da Ferrero – Montella per Zenga – ha fruttato zero punti in tre partite. Anche qui un capriccio presidenziale sulla pelle dei giocatori e dei tifosi. Domenica esaltante per i due tecnici abruzzesi in serie A: Eusebio Di Francesco e Marco Giampaolo, di bene in meglio. Avanti tutta!

@roccocoletti1

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