L’Amicacci dopo il tricolore vuole conquistare l’Europa

24 Aprile 2023

Festa a Giulianova, il presidente Marchionni: «Un giorno atteso da 41 anni» La squadra sarà impegnata da giovedì in Spagna per le finali di Eurolega2

GIULIANOVA. Sono tornati ieri pomeriggio a Giulianova i neo scudettati della Deco Metalferro Amicacci Abruzzo, freschi vincitori del loro primo titolo di Campioni d’Italia nel basket in carrozzina in 41 anni di storia che bissa il successo di Supercoppa di qualche mese fa, entrambi contro Cantù. Ad attenderli in Piazza Buozzi il primo cittadino Jwan Costantini insieme a tantissimi appassionati, tutti con le magliette celebrative appositamente create. L’accoglienza al pullman è stata da manuale tra fumogeni, applausi, cori ed un lungo striscione. Tra sorrisi, facce distese e qualche lacrima di commozione si è giustamente festeggiato un traguardo importante, storico, che riporta uno scudetto in Abruzzo a distanza di 5 anni di quello dell’Acqua e Sapone Montesilvano nel calcio a 5. Tra i più emozionati il patron Peppino Marchionni: «Ho sognato questo giorno per 41 anni: è stato bello vedere i nostri giocatori crescere sotto coach Di Giusto. La sua mano si è vista nelle due vittorie esterne col Santo Stefano dove è stato machiavellico nel lavorare nelle teste dei giocatori. Considero questo non un punto di arrivo ma una tappa del nostro percorso». Emozionatissimo il Presidente Edi D’Angelo: «Più che una squadra un coro capace di cantare melodie raffinate: siamo entrati nella storia dalla porta principale». Il coach degli Amicacci e della nazionale Carlo Di Giusto, serial winner con 22 scudetti sul petto, è quello che sorride più di tutti, avendo mantenuto la promessa: «Bellissimo festeggiare insieme ai tifosi, con un club importante che ha una forte progettualità e obiettivi precisi. Aver conquistato lo scudetto ci fa diventare molto più attrattivi. Nella nostra continuità ci siamo conquistati pure l’autorevolezza». Il capitano giuliese Galliano Marchionni: «Una festa fantastica al termine di un’avventura gestita bene dall’inizio alla fine». Impossibile con lui non ricordare l’epilogo della scorsa stagione, quando un suo ultimo tiro sbagliato cucì lo scudetto sul petto dei canturini, anche allora avversari: «Sono convito che quella sconfitta ci abbia insegnato la strada giusta per vincere oggi. E poi l’aver battuto in semifinale quel Santo Stefano che fin lì non aveva mai perso, ci ha spianato la strada in finale dove siamo stati i più forti». Felice pure l’azzurro Matteo Cavagnini: «Uno dei più bei successi della mia carriera, in una città a cui sono molto legato: questa vittoria sarà importante per il futuro del club». Restati in Lombardia i 3 israeliani insieme alle loro famiglie, c’era però la canadese Melanie Hawtin, pedina silenziosa ma efficace del quintetto giallorosso: «Sono orgogliosa di far parte di questo gruppo: nessuno ci aspettava e invece li abbiamo sorpresi tutti». La presenza di uomini e donne insieme in squadra è pure un bel messaggio di inclusione: «Ne sono convinta, un messaggio di valore universale». Per gli Amicacci non è però finita: giovedì prossimo si ripartirà in direzione Spagna per le finali di Euroleague2: 8 le squadre ad affrontarsi compresi gli Amicacci, che pur presentandosi da outsider, sembrano avere negli occhi la scintilla giusta per tentare la tripletta.
Marco Rapone