L’Aquila, altra brutta figura e scoppia il caso contratti

Al Fattori passa il Grosseto contro l’undici rossoblù largamente rimaneggiato Di Campli (agente di Pacilli): «In Figc cifre diverse da quelle concordate»
L’AQUILA. Un’altra magra figura sulla falsa riga di un epilogo di stagione da dimenticare. Davanti a pochi intimi, il Grosseto si è imposto con un calcio di rigore guadagnato nella ripresa e brindando alla salvezza matematica in Lega Pro con una giornata d’anticipo. Senza più stimoli la squadra di mister Zavettieri non è andata oltre il minimo sindacale, uscendo dopo il triplice fischio tra gli insulti dei soliti tifosi della tribuna che non si rassegnano per i mancati play off, ormai sfumati da settimane.
Turnover per “scelta tecnica” incoraggiata dalla società anche se ad esordire nella formazione titolare sono solo in due: Cacchioli e Di Lollo alla prima in campionato non sfigureranno. Nella ripresa un po’ di spazio per Cosentini e Di Stefano. I giovani mettono in luce buona volontà rispetto a un reparto avanzato anestetizzato. Intanto è destinato a scoppiare il caso mancate convocazioni indicate alla vigilia come “scelte tecniche”. Si sono seduti in tribuna laterale a guardare la gara Djuric, Pacilli, Pomante, Pozzebon e Virdis. Sarebbe in corso, il condizionale è d’obbligo, una controversia tra L’Aquila Calcio e alcuni giocatori in merito ai contratti depositati in Lega.
Una vicenda tutta da chiarire, che vede già la dichiarazione ufficiale dell’avvocato Donato Di Campli, procuratore del calciatore Mario Pacilli. «Abbiamo dato mandato all’avvocato Calcagno (avvocato dell’Aic nonché consigliere federale ndc) per tutelare gli interessi di Mario Pacilli, poiché abbiamo riscontrato che il contratto depositato in federazione è diverso da quello sottoscritto dal calciatore», ha spiegato in poche parole l’avvocato lancianese.
I giocatori interessati, almeno ufficialmente, non si sbilanciano, sostenendo la scelta tecnica della società che dovrebbe protrarsi come ha fatto intuire Zavettieri anche per la prossima gara. Non è passato inosservato il fitto colloquio in tribuna centrale a inizio ripresa tra il capitano Marco Pomante e il vice presidente Massimo Mancini, che poi nel dopo gara dichiarerà fiducia al giocatore tanto da volerlo “riarruolare” – il suo contratto è in scadenza – per la prossima stagione. Tornando al campo dopo un primo tempo quasi totalmente privo di emozioni nella ripresa c’è stato l’episodio che ha deciso l’incontro. Al 13’ Carini ha commesso un fallo da ultimo uomo ai danni di Pilchlmann. Per il direttore di gara è seguito al rosso diretto il rigore che lo stesso numero nove ospite ha trasformato. Un rigore nato dalla posizione irregolare di partenza di Pilchlmann che, però, non è stata riscontrata dalla terna. Sullo 0-1 la squadra ospite ha controllato facilmente il vantaggio.
Alessia Lombardo
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