L’Aquila brilla, ma un siluro l’affonda

Il portiere della Vis Pesaro salva il vantaggio di Carta. Proteste rossoblù per un colpo a palla lontana che ferisce Cafiero
PESARO. Prima trasferta stagionale amara per L’Aquila. A Pesaro i rossoblù apparecchiano una prova gagliarda, punita oltre i propri demeriti da una Vis che abbonda di talento ed è brava a capitalizzare al meglio le occasioni capitate a tiro. Pesaresi che, nel giorno dell’inaugurazione della nuova tribuna Prato assemblata appena 48 ore prima, traggono dunque il massimo da un 2-1 che è rimasto in bilico per 95 minuti.
Al Benelli va in scena una partita in cui Battistini decide di premiare il match winner della domenica precedente Buscé con una maglia da titolare e di accentrare Boldrini per dare più densità in mezzo al campo. Piani che però vanno presto al macero.
Perché dopo quattro minuti la Vis passa grazie a Baldazzi. L’attaccante capitalizza una singolare azione nata dal rinvio lungo del portiere Marfella in cui Cafiero è tradito dal vento e dalla traiettoria finendo per impattare la sfera con uno sbilenco intervento di testa all’indietro. Baldazzi è in agguato alle sue spalle e fredda Farroni. La Vis vuole battere il ferro finché caldo con Olcese (che dai trenta metri si inventa un siluro fuori di pochissimo) e con Bortoletti che incorna di testa a lato.
Ma poi L’Aquila cresce alla distanza. Con la prima occasione che arriva al 19’ quando, su cross di Valenti, Ficola svirgola una palla sanguinosa nell’area piccola, Boldrini ci s’avventa e il portiere Marfella miracoleggia. E non sarà l’ultima volta. L’Aquila insiste con Valenti che si rivela una spina nel fianco e chiama ancora Marfella alla parata, col portiere che si esalta deviando pure la zuccata di Pupeschi sulla traversa. Sui titoli di coda del primo tempo arriva il premio: Radi e Carta pasticciano, Boldrini approfitta della palla vagante e segna arrotando un diagonale destro che si stampa sul palo interno e finisce in rete. L’inerzia sembra dunque pendere sulla sponda rossoblù, ma l’approccio alla frazione premia ancora i padroni di casa. E L’Aquila può solo alzare le braccia di fronte alla perla di Carta (la terza in due gare) che da fuori area s’inventa un missile che toglie le ragnatele dall’incrocio dei pali e avvilisce le velleità aquilana: 2-1 e si va avanti in un alternarsi di presenze territoriali nelle rispettive aree di rigore. Carta, dopo aver fatto il fenomeno, sbaglia la conclusione più semplice ciabattando la migliore azione corale dei pesaresi rifinita da Buonocunto e Olcese. L’Aquila non approfitta di una serie di svagatezze difensive pesaresi e invece finisce per maledire prima Marfella – che su una volée di Steri mette i polpastrelli a togliere dalla rete un 2-2 praticamente già fatto – e poi pure la direzione di gara quando un inviperito Cafiero gocciola sangue per un colpo a palla lontana. Ma nessuno della terna vede alcunché. Battistini ci prova con Ibe e il debuttante Ruci, ma L’Aquila è costretta a cedere l’onore delle armi, a raccogliere comunque il confortante applauso della cinquantina di tifosi al seguito e a risintonizzarsi sul prossimo derby con i Nerostellati del Pratola.
Daniele Sacchi

