L’Aquila, buona la prima Tre gol alla Civitanovese

Ospiti al tappeto nella ripresa con i rossobù trascinati da un super Keita
L’AQUILA3
CIVITANOVESE0
L'AQUILA (4-3-3): Michielin 6; Gueli 6,5 (dal 70' Casella 6), Alessandretti 6,5, Brunetti 6,5; Di Santo 6,5 (dal 81' Zuccherato s.v.) Keita 8, Del Pinto 6,5, Mantini 7; Banegas 7 (dal 79' Giannini s.v.), Belloni 6 (dal 76' Guidobaldi s.v.), Giampaolo 7 (dal 70' Russo 6,5). a disposizione: Negro, Marcucci, Tatullo, Aversa. Allenatore: Pagliari.
CIVITANOVESE (4-3-3): Petrucci 6; Franco 6, Diop 5,5, Passalacqua 5,5, Cosignani 5; Macarof 5,5 (dal 51' Pierfederici 5), Visciano 6,5 (dal 70' Giandomenico 6), Ruggeri 5 (dal 51' Zanni 5); Toccafondi 6 (dal 79' Rotondo s.v.), Brunet, Ercoli. a disposizione: Doello, Riggioni, Rossetti,Capodaglio,Del Moro.Allenatore: Alfonsi
Arbitro: Giordani di Aprilia.
Reti: nel st 5’ Banegas (rigore), 10’ Giampaolo e 27’ Banegas’.
Note: spettatori 3.600 di cui 371 ospiti. Ammoniti Gueli e Giandomenico. Angoli 4-5. Recupero: 2’pt; 5’st.
L’AQUILA
L’Aquila evidentemente ha un motore diesel che ha bisogno di tempo per carburare e per salire di giri, ma quando lo fa sono dolori per gli avversari. Civitanovese che ha retto fino al quinto minuto del secondo tempo, quando una ripartenza rossoblù condotta da un super Keita, ha costretto Petrucci all'atterramento dello stesso 14. Dal dischetto è andato Banegas che ha riaperto la sua stagione così come l’aveva chiusa. Con il gol. In apertura di gara, come detto, L’Aquila ha fatto fatica soprattutto negli ultimi 16 metri con alcune scelte non proprio azzeccate e con alcune conclusioni prive della necessaria cattiveria.
Così la Civitanovese ha retto senza particolari problemi, andando addirittura vicina alla marcatura con un tiro dalla distanza di Ercoli attorno alla mezz’ora che ha scheggiato il palo alla sinistra di un Michielin che aveva lasciato correre. Banegas, come ha ammesso al 91’, non brillante come suo solito ma sempre e comunque nel vivo del gioco. Keita invece si è preso la palma di migliore in campo, non sbagliando un pallone. Un giocatore che si è preso la maglia da titolare per le assenze dello squalificato Giandonato e dell’acciaccato Misuraca ma che ha fatto vedere quanto di buono racconta il suo curriculum. Dopo il rigore segnato dal “pocho”, L’Aquila si è forse liberata dei fantasmi e ha cominciato a spingere alla ricerca del raddoppio. 2 a 0 che è arrivato cinque minuti dopo l’aver sbloccato il match. Mantini pennella in area per Giampaolo, bravo a far male anche con quella che non è di certo la sua prima qualità: il colpo di testa. Civitanovese incapace di riproporsi e L’Aquila che viaggia in tranquillità fino al 72’minuto con la solita pennellata di un Banegas tornato in stato di grazia. La velenosa traiettoria non dà scampo a Petrucci che forse aveva battezzato l’altro palo. Da lì in poi, solo accademia. Tanti cambi per entrambe le compagini e occasioni che rimangono di marca abruzzese. Russo, classe 2007, non bagna l’esordio per colpa del palo, mentre Guidobaldi, privo dell’istinto del killer sbatte sulla sagoma di Petrucci invece di appoggiare allo stesso russo libero dall’altra parte. Ma alla fine, braccia al cielo per L’Aquila e i suoi tifosi accorsi in oltre tremila per dare il bentornato a un campionato che si preannuncia per tutte avvincente come conferma anche Giovanni Pagliari: «Era importante partire bene e sinceramente sono contento anche del primo tempo quando abbiamo comunque tenuto il pallino del gioco in mano. Forse non abbiamo azzeccato le ultime scelte ma le idee erano giuste, forse è mancata un pochino di freschezza. La Civitanovese è stata brava a chiudere qualche spiraglio ma non ci siamo mai disuniti e non ci siamo fatti prendere dall'assillo di segnare subito a tutti i costi», continua Pagliari. «Ora è giusto riposarsi per ricaricare le batterie per poi ritrovarsi martedì (domani, ndc) per preparare la gara di Termoli. L’anno scorso L’Aquila ha perso lì le ultime speranze di rimonta, ma pensare al passato sarebbe deleterio. A noi deve interessare il futuro e sono certo di ritrovare già dal prossimo allenamento un gruppo pronto al sacrificio e all’abnegazione».
Lorenzo Valleriani
CIVITANOVESE0
L'AQUILA (4-3-3): Michielin 6; Gueli 6,5 (dal 70' Casella 6), Alessandretti 6,5, Brunetti 6,5; Di Santo 6,5 (dal 81' Zuccherato s.v.) Keita 8, Del Pinto 6,5, Mantini 7; Banegas 7 (dal 79' Giannini s.v.), Belloni 6 (dal 76' Guidobaldi s.v.), Giampaolo 7 (dal 70' Russo 6,5). a disposizione: Negro, Marcucci, Tatullo, Aversa. Allenatore: Pagliari.
CIVITANOVESE (4-3-3): Petrucci 6; Franco 6, Diop 5,5, Passalacqua 5,5, Cosignani 5; Macarof 5,5 (dal 51' Pierfederici 5), Visciano 6,5 (dal 70' Giandomenico 6), Ruggeri 5 (dal 51' Zanni 5); Toccafondi 6 (dal 79' Rotondo s.v.), Brunet, Ercoli. a disposizione: Doello, Riggioni, Rossetti,Capodaglio,Del Moro.Allenatore: Alfonsi
Arbitro: Giordani di Aprilia.
Reti: nel st 5’ Banegas (rigore), 10’ Giampaolo e 27’ Banegas’.
Note: spettatori 3.600 di cui 371 ospiti. Ammoniti Gueli e Giandomenico. Angoli 4-5. Recupero: 2’pt; 5’st.
L’AQUILA
L’Aquila evidentemente ha un motore diesel che ha bisogno di tempo per carburare e per salire di giri, ma quando lo fa sono dolori per gli avversari. Civitanovese che ha retto fino al quinto minuto del secondo tempo, quando una ripartenza rossoblù condotta da un super Keita, ha costretto Petrucci all'atterramento dello stesso 14. Dal dischetto è andato Banegas che ha riaperto la sua stagione così come l’aveva chiusa. Con il gol. In apertura di gara, come detto, L’Aquila ha fatto fatica soprattutto negli ultimi 16 metri con alcune scelte non proprio azzeccate e con alcune conclusioni prive della necessaria cattiveria.
Così la Civitanovese ha retto senza particolari problemi, andando addirittura vicina alla marcatura con un tiro dalla distanza di Ercoli attorno alla mezz’ora che ha scheggiato il palo alla sinistra di un Michielin che aveva lasciato correre. Banegas, come ha ammesso al 91’, non brillante come suo solito ma sempre e comunque nel vivo del gioco. Keita invece si è preso la palma di migliore in campo, non sbagliando un pallone. Un giocatore che si è preso la maglia da titolare per le assenze dello squalificato Giandonato e dell’acciaccato Misuraca ma che ha fatto vedere quanto di buono racconta il suo curriculum. Dopo il rigore segnato dal “pocho”, L’Aquila si è forse liberata dei fantasmi e ha cominciato a spingere alla ricerca del raddoppio. 2 a 0 che è arrivato cinque minuti dopo l’aver sbloccato il match. Mantini pennella in area per Giampaolo, bravo a far male anche con quella che non è di certo la sua prima qualità: il colpo di testa. Civitanovese incapace di riproporsi e L’Aquila che viaggia in tranquillità fino al 72’minuto con la solita pennellata di un Banegas tornato in stato di grazia. La velenosa traiettoria non dà scampo a Petrucci che forse aveva battezzato l’altro palo. Da lì in poi, solo accademia. Tanti cambi per entrambe le compagini e occasioni che rimangono di marca abruzzese. Russo, classe 2007, non bagna l’esordio per colpa del palo, mentre Guidobaldi, privo dell’istinto del killer sbatte sulla sagoma di Petrucci invece di appoggiare allo stesso russo libero dall’altra parte. Ma alla fine, braccia al cielo per L’Aquila e i suoi tifosi accorsi in oltre tremila per dare il bentornato a un campionato che si preannuncia per tutte avvincente come conferma anche Giovanni Pagliari: «Era importante partire bene e sinceramente sono contento anche del primo tempo quando abbiamo comunque tenuto il pallino del gioco in mano. Forse non abbiamo azzeccato le ultime scelte ma le idee erano giuste, forse è mancata un pochino di freschezza. La Civitanovese è stata brava a chiudere qualche spiraglio ma non ci siamo mai disuniti e non ci siamo fatti prendere dall'assillo di segnare subito a tutti i costi», continua Pagliari. «Ora è giusto riposarsi per ricaricare le batterie per poi ritrovarsi martedì (domani, ndc) per preparare la gara di Termoli. L’anno scorso L’Aquila ha perso lì le ultime speranze di rimonta, ma pensare al passato sarebbe deleterio. A noi deve interessare il futuro e sono certo di ritrovare già dal prossimo allenamento un gruppo pronto al sacrificio e all’abnegazione».
Lorenzo Valleriani

