L’Aquila, festa nonostante il pareggio

5 Settembre 2016

Nel nuovo stadio Minincleri su rigore annulla il vantaggio ospite. Quattro espulsi. Calciatore viterbese sviene in campo

L’AQUILA. Si può far festa anche per un pareggio? Di questi tempi sì. Accade all’Aquila, che mette piede dopo 35 anni di attesa nel nuovo stadio senza barriere (e senza parcheggi), dove i rossoblù impattano col Monterosi (1-1) e con la dura realtà di un campionato pur sempre dilettantistico, in tutti i suoi molteplici aspetti. Bisogna pur sempre ricordarselo. Un pareggio che sta stretto alla squadra (c’è pure una traversa di Ganci) e manda i primi segnali a una dirigenza retrocessa tra i dilettanti, eppure intenzionata subito a tornare tra i professionisti.

Capita, allora, che un allenatore che chiede a gran voce il cambio al guardalinee venga espulso (Morgia, che segue il dirigente Luciano Bafile); che un fuorigioco abbondante venga ignorato bellamente e ne nasca un’espulsione; che un calciatore ospite cerchi, nel parapiglia generale, di fare lo gnorri e di piazzare la palla sul dischetto beccandosi il coro di “buffone” dalla curva. E meno male che Minincleri dagli undici metri, davanti alla sua curva, non si fa distrarre dal clima di euforia generale e annulla il primo vantaggio del Monterosi con Fanasca, altrimenti sì che sarebbe stato un esordio amaro.

Nella prima assoluta al “Gran Sasso d’Italia-Italo Acconcia” non mancano attimi di paura al 17’, quando il calciatore ospite Alessandro Montesi sviene in campo dopo uno scontro fortuito con il compagno di squadra Davide Salvatori. Frenetiche operazioni di rianimazione, spunta anche il defibrillatore, poi il calciatore si riprende a tal punto che non viene neppure trasportato in ospedale. I medici lo fanno sedere in panchina con il ghiaccio in testa. Il gioco riprende dopo uno stop di cinque minuti.

Poco meno di 1300 spettatori per la prima dei rossoblù nella loro nuova casa. Qualcosa di più di una semplice partita di una prima giornata di uno dei tanti campionati di serie D. Una targa ricordo consegnata alla famiglia Orsini, in memoria dello scomparso giornalista Alessandro, apre un pomeriggio che entra negli annali, risultato a parte.

Lo stadio sarà pure senza barriere, ma i primi ostacoli per L’Aquila si fanno sentire dopo appena 9’. Ci pensa una punizione dalla distanza di Fanasca, che beffa Salvetti pure lui emozionato, come tutti, a complicare l’afoso pomeriggio. L’Aquila soffre l’agonismo a tratti esasperato degli ospiti e non fa un tiro in porta fino al rigore concesso per atterramento di Russo da parte di Torricelli, che Minincleri trasforma. L’Aquila si galvanizza e prende in mano la partita, dando l’impressione di poterla chiudere da un momento all’altro. Manca solo il guizzo giusto.

Il secondo tempo è sulla falsariga del primo. La squadra di Morgia insiste e cerca il successo per onorare la giornata memorabile. Ma, ed ecco tornare gli ostacoli, al 27’ Ganci su punizione scartavetra la traversa. Al 31’, in pieno assedio di una formazione ospite ormai da tempo in ripiegamento, il cross di Russo trova prima la testa di Valenti e poi i piedi di Scarsella che d’istinto respinge a un passo dalla porta. Nei minuti finali potrebbe scapparci la frittata. Su un pallone schizzato in avanti si fionda Piro, in fuorigioco per tutti tranne che per l’arbitro. Al limite dell’area Pupeschi lo stende e va fuori. La punizione è intercettata da Salvetti. Poi, nell’ennesimo parapiglia, va fuori anche Romano. L’Aquila preme, Arboleda ci prova da lontano e l’arbitro non fa battere neppure l’undicesimo angolo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA