L’Aquila, i tifosi: ora tutti allo stadio Acquasanta, blitz ultrà in Comune

3 Febbraio 2016

L’AQUILA. I tifosi si stringono attorno alla società rossoblù dopo la sentenza sul processo Dirty Soccer 2. Un responso agrodolce se si pensa ai 31 punti di penalizzazione e ai 205 mila euro di multa...

L’AQUILA. I tifosi si stringono attorno alla società rossoblù dopo la sentenza sul processo Dirty Soccer 2. Un responso agrodolce se si pensa ai 31 punti di penalizzazione e ai 205 mila euro di multa richiesti dalla procura, che sono stati ridotti a 13 punti e a un sanzione di 150 mila euro. Eppure in città si spera in un'ulteriore riduzione in appello perché in primis l'obiettivo sarà mantenere la categoria (ora L’Aquila è terzultima).

Dando una grande prova di maturità e attaccamento ai colori gli ultras rossoblù hanno chiamato a raccolta la città esponendo striscioni in vari punti del capoluogo. Uno su tutti recita "L'Aquila è parte di noi, difendiamola... Sabato tutti in curva", per invitare i cittadini alla sfida del Fattori con l'Ancona. Un'iniziativa ben salutata dalla società aquilana.

«Ringrazio i tifosi», ha spiegato il presidente rossoblù Corrado Chiodi, «è un segnale importante, che ci dà più speranza e più forza. È una battaglia non alla società, ma all'Aquila e tutti debbono far sì che si remi nello stesso verso. Sono stati bravissimi e questi striscioni ci danno una forza enorme». La società assieme agli avvocati farà tutto ciò che potrà per ridurre ulteriormente la penalizzazione, parola del presidente Chiodi: «È stata decurtata una bella fetta di penalizzazione e gli altri punti ce li giocheremo in appello. Ci aspettavamo che metà dei punti fossero decurtati subito per il lavoro dell'avvocato Flavia Tortorella in collaborazione con l'avvocato Marco De Paulis. Stando all'ammenda credo che sia sproporzionata rispetto alla decurtazione dei punti che è del 60%».

Reduce dal successo a Pontedera la squadra di mister Perrone sta preparando la gara con Ancona. «Capisco la difficoltà del momento», ha aggiunto Chiodi, «ma lo stesso impegno che mettiamo nel processo dovrà essere messo in campo dai ragazzi. Stiamo combattendo anche per il campo di Acquasanta».

Ieri c’è stato un incontro in Comune tra Chiodi, il vice presidente Mancini e il sindaco Cialente, per discutere di Acquasanta, la “casa” dei rossoblù che non è stata ancora consegnata. Anche in questo caso, con un blitz inatteso, una cinquantina di tifosi hanno fatto irruzione cantando slogan, dopo avere appeso uno striscione di protesta davanti alla sede comunale di Palazzo Fibbioni.

Alessia Lombardo

©RIPRODUZIONE RISERVATA