L’Aquila in 10 le suona alla Pistoiese

7 Settembre 2015

Nel giorno della maratona jazz i rossoblù chiudono la pratica nel primo tempo con Sandomenico e un eurogol di Mancini

L’AQUILA. E così, nella giornata della maratona del jazz che avvolge anche lo stadio Fattori, pure i rossoblù possono dire di aver dato il loro contributo suonandole alla Pistoiese.

Il successo per 2-0, mantenuto anche in inferiorità numerica per mezz’ora nel corso del secondo tempo, annulla, di fatto, la prima penalizzazione di meno 1 e fa uscire la squadra tra gli applausi nel giorno del debutto davanti a oltre 1000 spettatori. Ritmo e improvvisazione, accelerazioni e frenate, per suonare lo spartito di Perrone i ragazzi in campo fanno ricorso a tecnica, cuore e, quando serve, arrangiamenti che alla fine riescono bene. Specie nella ripresa, quando il secondo cartellino giallo a Ceccarelli lascia la squadra in 10. Se ne accorgono in pochi. Forse soltanto i riflessi di Zandrini, che vola a togliere dalla porta un colpo di testa di Sinigaglia al primo minuto di recupero.

Perrone il saggio munisce la difesa, regala la passerella a tutti e due i marcatori (Sandomenico e Manuel Mancini) e mette in cassaforte i primi tre punti che poi sono due, per il momento. E poi si vedrà.

L’Aquila archivia la pratica nel primo tempo. All’8’ un tiro di Ceccarelli finisce fuori dallo specchio della porta. Un minuto dopo un tiro di Rovini si spegne di poco fuori. Poi la parata di Zandrini su Lo Sicco. Ceccarelli, più avanti, spreca su punizione. Bisogna aspettare il 37’ per vedere gonfiarsi la rete. Il merito è di Sandomenico che riesce a infilare direttamente in porta un calcio di punizione praticamente sulla linea di fondo. Il disperato tentativo del portiere Iannarilli di respingere la conclusione è vano: il pallone varca la linea bianca e lo stadio esulta. Al 40’ episodio dubbio in area avversaria: Ceccarelli finisce a terra e gli viene impedito di giocare il pallone appena toccato ma l’arbitro sorvola sull’episodio. Al 45’ arriva il raddoppio rossoblù. La pressione degli avanti aquilani fa sbagliare Placido che perde palla nei pressi della propria area favorendo l’intervento di Mancini che fa un passo verso la porta e fa partire un tiro a giro che dal limite dell’area s’infila nel sette. Il finale del primo tempo è segnato da un crescendo di nervosismo che costa la prima ammonizione a Ceccarelli particolarmente agitato.

Nella ripresa la musica non cambia. L’Aquila si fa più attendista perché sa di avere la gara in pugno. Al 7’ gol annullato al difensore rossoblù Maccarrone per fuorigioco. Sessanta secondi dopo, Ceccarelli spreca un pallone fornitogli da De Sousa. L’esterno rossoblù preferisce tirare (fuori) con Sandomenico libero al centro dell’area. Al 14’ Ceccarelli lascia i suoi in 10. Qui Perrone ridisegna la squadra: dentro Sanni per Sandomenico, fiato per Di Mercurio con la freschezza di Bigoni e alla fine dentro pure Iannascoli con ovazione per Mancini. La difesa dell’Aquila, che si abbassa tutta a presidio della porta di Zandrini, non balla quasi mai. L’ultimo sussulto è al primo minuto di recupero. Poi la festa, col piccolo Sandomenico issato sulle spalle del gigante Savelloni e portato in trionfo sotto la curva.

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