L’Aquila in casa non sa più vincere

26 Settembre 2016

Rossoblù subito sotto di un gol, poi (con l’uomo in più) raggiungono il pareggio con Valenti. Ma la vittoria è una chimera

L’AQUILA. Stadio nuovo, problemi vecchi. Il fantasma di mister X aleggia ancora sul “Gran Sasso d’Italia-Italo Acconcia”, impianto aperto a metà che non si riesce proprio a battezzare a dovere. Sarà per l’ultratrentennale attesa dell’apertura, ma l’appuntamento con la vittoria nella nuova casa rossoblù è ulteriormente rimandato. Ancora un pari in rimonta per la squadra di Morgia, i cui avvii di partita da incubo stanno diventando seriali più che episodici. Tanto da far suonare qualche campanello d’allarme. Se è vero che si sente dire da tecnici, e ripeterlo pure, che la squadra si emoziona. Così, il gol preso dopo due minuti da Vano, che al quarto d’ora si fa espellere ricambiando il favore collettivo ricevuto dai rossoblù, mette di nuovo il freno all’undici di casa, che ancora deve abituarsi alla realtà della nuova categoria. E dovrà farlo in tempi ragionevoli, perché le altre, invece, appaiono già rodate e tarate sulla filosofia della serie D: corsa, concretezza e gamba indietro mai. E, anche stavolta, un ostruzionismo da far saltare i nervi a chiunque, ma pure da mettere in conto nell’inferno dei dilettanti. Dove le scelte societarie sbagliate hanno riportato tutto l’ambiente. Non basta, allora, gridare al doppio rigore negato oppure alla traversa (col Monterosi Ganci, stavolta Minincleri). La classifica vede sette squadre davanti ai rossoblù, ma sempre gli stessi tecnici dicono che, al momento, non è un problema.

Sarà, ma anche stavolta la squadra (prova dello squalificato Pepe, rimpiazzato da Sembroni) pagherà alla lunga la fatica necessaria per superare lo choc dello svantaggio a freddo. È Vano a sorprendere tutti, compreso un Salvetti apparso meno reattivo del solito, e a bucare la difesa dopo un’azione personale sotto la curva aquilana: 0-1. L’Aquila incassa il colpo e al 7’ mette la testa fuori con Minincleri che tenta la conclusione a giro sbagliando la mira. Al 14’ Vano rifila un colpo a La Vista e finisce fuori. I calciatori rossoblù si abbracciano in campo. Morgia ha fretta di cambiare e sacrifica Sembroni per Valenti. Il tecnico risistema la squadra con tre centrocampisti arretrando Diktevicius. Proprio Valenti ricambierà al meglio la fiducia al 36’, sfruttando le sue doti di tiratore scelto dal limite dell’area di rigore da dove fa partire il tiro dell’1-1. Con l’uomo in più, il gol ritrovato, e tuto il secondo tempo davanti, la squadra dà l’impressione di potercela fare. Poi Zane riporta tutti sulla terra quando, nel recupero, spara alto da posizione più che favorevole.

La ripresa è un monologo aquilano, con gli ospiti arroccati attorno alla propria porta e troppi tempi morti. Diktevicius se ne va sulla sua fascia all’8’, poi conclude alto. Al 19’ Valenti viene atterrato in area ma l’arbitro, situato sul lato opposto dell’azione, non se la sente di assegnare il rigore. Al 30’ altra occasionissima: Minincleri ha sui piedi il pallone della vittoria, eppure lo scaglia sulla traversa. Un minuto dopo lo stadio grida al rigore per una mano galeotta in occasione di una mischia. Niente rigore, anche stavolta. Poi L’Aquila pian piano si spegne dopo aver a lungo tenuto il pallone senza mostrare, però, troppe idee sul cosa farci. Se è vero che in trasferta si gioca meglio – meno tifosi, meno emozione – l’occasione è il prossimo viaggio in casa dell’Arzachena.

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