L’Aquila, la luce si è spenta Solo un pareggio tra i fischi

30 Ottobre 2023

Squadra senza gioco e idee, al 90’ c’è una rumorosa contestazione dei tifosi

L’Aquila0
ROMA CITY0
L’AQUILA (4-2-3-1): Michielin 6,5; Bellardinelli 5, Cassese , Brunetti 5, Tavoni 5; Mantini 5 (dal 75’ Del Pinto 5), Ouali 5 (dal 77’ Battistoni 5); Banegas 5, Angiulli 5, Sarritzu 5 (dal 60’ Carbonelli 5); Galesio 5. A disposizione: Raffaelli, Pietropaolo, Alessandretti, Mastrone, Lorenzoni, Persiani. Allenatore: Epifani.

ROMA CITY (4-3-3): Di Chiara 6; Fradella 5 (dal 33’ Ferrante 6), Codromaz 6,5, Scognamiglio 6, Bandeira 6; Ascoli 6, Cabella 6, Bonello 5,5 (dal 58’ Pellegrino 6); Gelonese 6, Sparacello 6,5, Di Renzo 6 (dal 76’ Raffini sv). A disposizione: Muraca,Todisco,Mancino, Proia, Bekale. Allenatore: Maurizi.

Arbitro: Gresia di Piacenza.
Note: spettatori 1.800 circa. Angoli 1-4. Ammoniti: Ouali, Fradella, Bonello, Ferrante. Recupero: 2’ pt; 4’ st.
L’AQUILA
Doveva essere la giornata del riscatto, quella della consapevolezza di avere una squadra forte e capace di impensierire tutte le compagini che, almeno fino a ieri, guidavano un girone complicato ed equilibrato. L’Aquila 1927, invece, si esibisce davanti al proprio pubblico offrendo una prestazione completamente negativa: atteggiamento, tattica, tecnica sono elementi e caratteristiche mancate completamente nella giornata più importante di questa prima parte di campionato. Alla fine del match una valanga di fischi ha accompagnato i rossoblù all’interno di uno spogliatoio che avrà udito il classico silenzio assordante delle giornate storte, quelle da dimenticare in fretta per cercare di ripartire. Stavolta seriamente. Le premesse c’erano tutte con Epifani che cambia modulo e interpreti con un 4-2-3-1 che vede Ouali e Mantini davanti alla solita difesa e con Angiulli vertice alto per cercare di innescare Galesio, supportato da Sarritzu e Banegas sugli esterni. Maurizi, arrivato all’Aquila dopo due sconfitte consecutive, si affida al 4-3-3 con Sparacello punto di riferimento offensivo. I primi sussulti, di un match che regalerà tanta noia nei successivi minuti, è degli ospiti: lo stesso Sparacello, dal limite dell’area di rigore aquilana, trova lo spazio per innescare il piede destro ma un attento Michielin intercetta la traiettoria bloccando a terra. L’Aquila parte a ritmi bassi, compassata e senza idee particolari e allora per il Roma City non ci sono particolari apprensioni tant’è che da un errore dei laziali arriva la prima chance per gli abruzzesi che con Galesio scappano sull’out di destra, il cross del 9 argentino attraversa tutto lo specchio della porta laziale prima di arrivare nei pressi di Sarritzu che in spaccata non trova l’impatto col pallone. I minuti di gara passano e il gioco, spettacolo compreso, latita. Allora L’Aquila prova a far male da rimessa laterale e per un pelo non trova il vantaggio: la sponda di testa di Galesio arriva sui piedi di Ouali che al volo anticipa la chiusura della difesa ma il pallone fa la barba al palo destro della porta di un Di Chiara ormai battuto. È questa l’unica vera occasione nitida a favore dei rossoblù che vanno al riposo consci di non avere offerto una prestazione degna di questo nome e la tribuna, con diversi mugugni, lo evidenzia palesemente. Nella ripresa in tanti si aspettano variazioni sostanziali, almeno dalla parte aquilana, invece gli stessi 22 danno il via a una ripresa che a livello emozionale inizia dopo 4 minuti quando Banegas, col solito slalom al limite dell’area di rigore, carica il mancino verso la porta laziale ma la conclusione, leggermente ciabattata, finisce diversi metri fuori dallo specchio. Il Roma City non rimane assolutamente a guardare, anzi. Dopo soli due minuti è la formazione di Maurizi ad avere la palla del vantaggio: da corner Ferrante trova il tempo giusto per colpire di testa, Michielin azzera le critiche passate e salva porta e risultato con una parata clamorosa, fatta tutta d’istinto e reattività. Maurizi percepisce le difficoltà degli avversari e chiede ai suoi di spingere. L’Aquila non riesce a costruire pericoli, perdendo palloni elementari. Ospiti che, dall’altra parte, recriminano per un contatto tra Ouali e Raffini in area abruzzese ma Gresia fa proseguire tra le proteste laziali.
Lorenzo Valleriani
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