L’Aquila prende tre schiaffi a Pistoia

17 Gennaio 2016

Equilibrio nei primi 45’, nella ripresa squadra molle e in 10’ il crollo. Il gol di Perna riapre momentaneamente la gara

PISTOIA. L’ennesima occasione gettata al vento per cercare continuità è andata in scena al “Melani”: L’Aquila crolla sotto i colpi della Pistoiese per 3-1.

Un risultato un po’ bugiardo, ma che comunque lascia ben intendere il momento della squadra di Perrone. Fuori casa è quasi sempre un dramma, lo dimostra il fatto che la Pistoiese non era mai riuscita a segnare più di una rete tra le mura amiche e stavolta ne fa addirittura tre.

Un’Aquila, bella per la prima mezz’ora, ma poi, non appena va sotto, non riesce più a rialzarsi e trovare la via giusta per rimettersi in corsa. A Perrone mancavano Maccarrone e Di Mercurio in difesa e lo squalificato Bensaja: assenze importanti che però non giustificano l’ennesimo passo falso in trasferta.

C’è tanto equilibrio e consapevolezza che il punto non va benissimo a nessuna delle due. Ma c’è anche tanta paura e una lunghissima fase di studio delle due squadre, che provano a sbilanciarsi, ma sembrano capire l’importanza di agire con prudenza. Sandomenico però fa notare sin dai primissimi minuti di essere ispirato, la serpentina tra maglie arancioni con palla perfetta sui piedi di Ceccarelli lo dimostra: l’esterno però calcia addosso a Iannarilli senza fare bellissima figura.

L’Aquila dipende in tutto e per tutto da Sandomenico: è il più cercato (vista anche la poca copertura di Lanini, che si sbilancia sempre un po’ troppo sulla sua corsia) ed è anche il più bravo nel disegnare giocate che però non sempre i compagni sembrano voler sfruttare. Di Anderson (colpo di testa ben indirizzato ma debole al 14’) l’unico altro squillo importante dell’Aquila, che col passare dei minuti cala d’intensità, lascia campo e spazio ad una Pistoiese che inizia a trovare coraggio, ma manca di un pizzico di precisione (Sammartino sfiora il palo con una conclusione da fuori area, 23’). L’equilibrio è spezzato da Colombo e dalla sua zampata vincente nel cuore dell’area di rigore (42’). E’ l’episodio che taglia le gambe all’Aquila, sotterrata dal pazzesco avvio di ripresa dei padroni di casa, che sfruttano il momento e colpiscono a freddo.

Gargiulo fa l’egoista (avrebbe tutto il tempo di servire compagni liberi), ma disegna una conclusione che s’insacca sotto la traversa (3’). Perna improvvisamente riapre i giochi, però, non c’è nemmeno il tempo di riorganizzarsi che la Pistoiese trova nuovamente il doppio vantaggio: il sinistro di Rovini è preciso, ma sul palo di competenza di Scotti che s’arrende ancora. Perrone dà il via alla girandola dei cambi: uno spento Perna lascia il posto a De Sousa e Milicevic subentra a Triarico.

Cambiano gli uomini, ma non le intenzioni: il 4-3-3 di partenza non porta gli effetti sperati, le praterie lasciate libere alla Pistoiese non sono sfruttate al meglio. Ceccarelli va vicino a riaprire i giochi (conclusione sopra la traversa), poi l’ordine dei padroni di casa basta e avanza per conservare quanto costruito in 18 minuti incredibili.

Simone Matteucci