L’Aquila, proposta di rateizzazione per i debiti con la Lega

3 Aprile 2018

L'Aquila ha proposto una rateizzazione del debito con la Lega per poter giocare il recupero di domani con il Campobasso allo stadio Gran Sasso d'Italia. Oggi è attesa una risposta dalla Lega che...

L'Aquila ha proposto una rateizzazione del debito con la Lega per poter giocare il recupero di domani con il Campobasso allo stadio Gran Sasso d'Italia. Oggi è attesa una risposta dalla Lega che dovrebbe accettare la rateizzazione e dare l'ok ai rossoblù per scendere in campo con i molisani. L'Aquila ha un debito sportivo di 13mila euro con la Lega che ora vuole recuperare il credito. La società si è affidata a un avvocato per risolvere la questione e ha proposto di pagare il debito in tre rate. Se, come sembra, la rateizzazione verrà accettata, L'Aquila dovrà pagare entro domattina la prima rata da 4mila euro. Nel caso in cui, invece, la Lega non accettasse la rateizzazione, la società dovrebbe pagare tramite un assegno circolare i 13mila euro entro domani, altrimenti rischierebbe di non giocare. Ma la soluzione sembra essere stata trovata con la rateizzazione e il pagamento immediato della prima rata. Ieri, intanto, la squadra è tornata ad allenarsi allo stadio Gran Sasso d'Italia. «Ringrazio l'amministrazione comunale, in primis il responsabile degli impianti sportivi Dino Tarquini, perché ci permette di allenarci allo stadio nonostante le difficoltà che abbiamo», spiega il team manager Pietro Rotilio, che anche a Pasquetta era presente all'allenamento per stare vicino alla squadra. Mirko Velardi non è più un giocatore del Francavilla. L'ex Pescara è stato mandato via per scelta tecnica. «Non meritavo un trattamento del genere», spiega Velardi, «mi reputo un giocatore professionista e non sono stato trattato come tale. L'allenatore non mi ha mai dato fiducia. Non mi sono mai sentito al centro del progetto. Ho giocato cinque partite da titolare, e non penso nemmeno di aver demeritato, ma venivo sempre sostituito al 50'. A dicembre la società mi ha chiesto di andare via, ma sono rimasto perché volevo giocarmi le mie carte fino alla fine. Poi sono diventato l'ultima ruota del carro e dispiace essere trattato così a 30 anni dopo aver fatto 12 stagioni di professionismo. Mi hanno mandato via senza un motivo. Non ho mai avuto discussioni con l'allenatore, ma con lui non ho mai legato. Ringrazio i tifosi e il presidente Candeloro. Il Francavilla è una società seria, ma si è affidata a gente inesperta che pensa di sapere tutto». Il tecnico Iervese replica: «È stata una scelta tecnica, condivisa insieme alla società. Velardi per caratteristiche non era un giocatore adatto al nostro gioco. Gli auguro le migliori fortune professionali». (g.g.)
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