L’Aquila resiste al Pisa di Gattuso

I nerazzurri non pungono e Scotti fa buona guardia
L’AQUILA. “Il vero calcio rientra nell’epica... la corsa, i salti, i tiri, le geometrie”, diceva qualcuno.
A vedere L’Aquila contro la Repubblica Marinara di Pisa guidata dal condottiero Rino “Ringhio” Gattuso, di epica calcistica c’è veramente poco. E c’è anche poco da poetare in una partita finita senza gol (0-0). Anzi, due reti si sono viste, ma una è stata annullata a Fautario per un fuorigioco poco chiaro, l’altra non si può dire annullata, perché l’assistente n.1, Manuel Rubilotta, fratello dell’arbitro Ivan, ha segnalato la posizione di Montella prima che l’attaccante toccasse la palla. Tutte e due, però, della flotta pisana – schierata per l’occasione non con i colori sociali, ma quelli della Repubblica Marinara, bianco e rosso – nel finale di partita, in un momento in cui L’Aquila era tutta racchiusa davanti alla sua area di rigore, a difendere un pareggio che, contro la seconda in classifica, è sempre un risultato più che apprezzabile. Soprattutto se si arriva da due sconfitte di fila. Ma finisce qui, perché i rossoblù hanno provato ad affondare la flotta pisana solo con un gran tiro di Sandomenico, non trattenuto da Bindi, sulla cui respinta si è trovato Perna, che sembrava un orso appena uscito dal letargo: questo il modo in cui si è “avventato” sul pallone.
L’Aquila è tutta qui. Ma la concretezza e la verità vogliono che nessuna delle due abbia assediato l’avversaria e, sempre a onor del vero, l’unico spettacolo è arrivato gettando un’occhiata ogni tanto a Ringhio Gattuso, sempre in piedi. Fisico asciutto, in camicia (era caldo sì, ma senza esagerare, sempre un pomeriggio di marzo all’Aquila era) con le maniche riavvolte fino al gomito: sembrava lì lì dovesse entrare in campo lui...
Il costo del biglietto è valso solo un faccia a faccia con l’arbitro, quando Gattuso ha “ringhiato” sul viso di Ivan Robilotta. Il Pisa ha deluso gli amanti del calcio epico: Cani – che molti ricordano goleador – è stato sostituito perché la sua indolenza stava diventando irritante: gli unici grattacapi a un bravissimo e attento Scotti, il lungagnone attaccante li aveva creati al 22’ e al 37’ del primo tempo. Il Pisa gioca male – come L’Aquila, del resto –, la squadra è lunga e l’unico a impensierire Scotti è Ricci, con un tiro alto non di molto sulla traversa (20’ pt) e una punizione ( 10’ st) sulla quale il portiere aquilano fa una grande parata e salva il risultato.
L’Aquila non fa paura. Sandomenico, oltre a quell’unico tiro, vuole cantare e portare la croce: così ritarda, si intreccia, non tira quando potrebbe e non serve i compagni. Perna non gli dà certo una mano e se non fosse per quel metronomo di Manuel Mancini (altro passo, altra storia) e la giornata di vena di Bulevardi, i rossoblù sarebbero impalpabili. Ma tutto è bene quel che finisce bene e alla fine anche il pubblico – che all’ingresso in panchina ha sportivamente inneggiato a Gattuso, che avversario o no fa parte della storia del calcio italico – si è accontentato del punticino e ha applaudito i rossoblù. E mercoledì si torna in campo. Al Bonolis, per il derby con il Teramo.

