L’Aquila rimonta la Vastese, ora il Matelica

Rossoblù dallo 0-2 al 3-3 in una gara rocambolesca con pali e traverse. Domenica semifinale play off in trasferta
L’AQUILA. Cinquecento paganti appena per salutare un’autentica impresa. Stavolta nessun ammutinamento. Tutti sul pezzo. I calciatori senza rimborsi e senza corrente nelle case raccolgono gli applausi e allungano la stagione di almeno un’altra giornata. La semifinale play off dell’Aquila in casa del Matelica, che perde il campionato al fotofinish, è il regalo che si fanno, da soli, atleti e staff tecnico, dopo un’annata di rabbia e rimpianti. Rabbia per la latitanza della dirigenza, sparita dalla circolazione e in procinto di mettere in liquidazione questa bella realtà, se non andrà in porto nessuna delle (vere o presunte) trattative. Rimpianti per quello che sarebbe potuto essere, e non è stato, con una società alle spalle. Così, vedere i biancorossi della Vastese regalare le magliette e i pantaloncini ai propri tifosi, nonostante il traguardo play off mancato, evidenzia ancora di più l’incredibile situazione in cui è ripiombato il calcio aquilano che rischia di nuovo di sparire dalla scena.
Neppure il derby all’ultima giornata, neppure il traguardo play off raggiunto sono, evidentemente, motivi per gioire in un contesto calcistico segnato da troppe negatività, con la spada di Damocle del futuro societario che continua a tenere lontani dallo stadio gli aquilani. In tribuna una donna accusa un malore e viene prima soccorsa e poi accompagnata in ospedale.
Anche l’andamento della sfida con una Vastese ormai fuori dai play off racchiude gli elementi cardine su cui Battistini e i suoi hanno puntato tutto fon dall’inizio: alla sofferenza iniziale per un un uno-due che avrebbe steso chiunque, i rossoblù rispondono cercando a tutti i costi la rimonta, per salvare, almeno loro, l’onore. E poco importa se, alla fine di una gara rocambolesca, fatta di sei gol, pali e traverse (e qui vincono 2-1 gli ospiti), il successo pieno non arriva. L’aver centrato i play off in queste condizioni vale, forse, ben più di una vittoria. È anche l’ultima apparizione dei rossoblù nel proprio stadio: da quinta classificata, la squadra aquilana giocherà una o due partite in trasferta. Domenica 13 la semifinale (gara secca) in casa del Matelica. La vincente, il 20 maggio, incontrerà la vincente dell’altra sfida, Avezzano-Pineto. In caso di parità al termine dei 90 minuti si va ai supplementari e se resta l’equilibrio passa sempre la migliore classificata. Stesso discorso per la finale.
Per essere una gara di fine stagione, il derby regala emozioni e capovolgimenti di fronte. L’Aquila parte bene, e ci prova con De Iulis e Padovani, ma è la Vastese a passare. Al 12’ un tiro ravvicinato di Tedesco (Buscè finisce a terra, ma non viene fischiato il fallo) beffa Farroni. Il raddoppio è un capolavoro di Stivaletta (ex di lusso) che fa mezzo campo sulla fascia destra, poi rientra e tira all’incrocio sul secondo palo. L’Aquila non perde la bussola e si regge a galla con Boldrini, in gol al 20’ (1-2). I rossoblù sprecano con De Iulis e Ruci, poi Farroni nega la doppietta a Stivaletta. Al 41’ traversa di Fiore. Al 43’ Leonetti si gira e segna l’1-3. Sul finire la traversa di Boldrini.
Gara chiusa? Neanche a pensarci. La ripresa porta L’Aquila a completare la rimonta. Segnano Padovani al 4’ ed Esposito, di testa, al 23’: 3-3. A gara terminata lo strip dei biancorossi. Coi rossoblù che non danno la maglia. Chissà, forse, sarà perché se la sono davvero cucita addosso.
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