L’Aquila riprende la corsa A Ortona 3 gol e tre punti ed è campione d’inverno

I rossoblù piegano i padroni di casa con una ripresa senza storia Buoni i primi 45’ dei gialloverdi, ma il divario poi diventa netto
ORTONA0
L’aquila3
ORTONA: Pelusi, Miccoli (dal 16’ st Di Matteo), Martelli, Milizia (dal 22’ st Squadrone), Lieti, Lanza (dal 5’ st Di Donato), D’Alonzo, Majo (dal 22’ st Dragani), Dioum (dal 31’ st Ligocki), Ndiaye, Palmaricciotti. A disposizione: Palermo, Kolloni, Rosati, Konda.
Allenatore: Sansovini.
L’AQUILA: Mascolo, Cassese (dal 34’ st Scipioni), Dinorcia, Marchionni (dal 30’ st Mantini), Carbonelli (dal 43’ pt Dercole), Sorrini, Sarritzu (41’ st Scimia), Tavoni, Brunetti, Diarra, Shiba (dal 30’ st Santirocco). A disposizione: Barbagallo, Serpetti, Miconi, Alessandro.
Allenatore: Epifani.
Arbitro: Cristiana Laraspata di Bari.
Reti: 13’ st Marchionni (rig.), 19’ st Shiba, 43’ st Mantini.
Note: ammoniti Miccoli, D’Alonzo e Marchionni. Recuperi: 3’ pt, 3’ st.
di Rossano Orlando
ORTONA
Certo, sotto l’aspetto dello stress test, la gara di Ortona non serviva alla capolista per ribadire adeguatezza del roster, qualità delle manovre di gioco e sensibilità ad andare in rete. Ma, come in tutte le analisi economiche, uno scenario migliore, un best case, dopo la riposta di ieri in seguito al pareggio del turno infrasettimanale, può annunciarsi con più tranquillità avendo anche acquisito il titolo di Campione d’inverno.
È stata una prova, quella sul Comunale degli adriatici, che, ecco, è servita più a confermare l’andamento prociclico di questa stagione di esaltazione delle tendenze spontanee dei rossoblù: e cioè il rafforzamento del boom nel periodo del boom. E così è stato. Ma solo nella ripresa. Perché nei primi 45 minuti i ragazzi tutto cuore di Sansovini hanno dato filo da torcere all’undici di Epifani. Ma nel secondo tempo è stata scritta una pagina completamente diversa della partita, con gli ospiti che hanno mostrato il piglio della capolista che pressa, morde e fa male. Tanto male.
Primo tempo avaro di emozioni da gol da entrambe le parti, eccezion fatta per una incornata (8’) du Brunetti finita all’incrocio dei pali, dopo un calcio d’angolo, e un tiro (26’) dai 25 metri di D’Alonzo di poco alto sulla traversa. Schiacciante il possesso palla rossobù, ma buoni i rovesciamenti di fronte dei gialloverdi. L’innesto di Dercole sulla fascia al posto di Carbonelli (uscito malconcio da un contrasto), dà fluidità alla manovra aquilana che, nella ripresa, prende subito il comando del gioco e lascia senza fiato la retroguardia di casa. Se al 2’ gli ospiti reclamano un calcio di rigore per un presunto fallo di mani, ecco che il penalty viene concesso su un’azione-fotocopia al 13’: dal dischetto Marchionni spiazza Pelusi per il gol del vantaggio. L’Ortona si fa sotto al 17’ con una punizione calciata da Martelli che finisce di poco sopra la traversa. L’Aquila continua a crescere con il passare dei minuti e al 19’ raddoppia con Shiba: cross dalla sinistra di Sarritzu, e l’albanese classe 1988, tornato in settimana a rivestire la casacca rossoblù, insacca con un magistrale colpo di testa in tuffo con la sfera che gonfia la rete sul secondo palo. L’Ortona prova a reagire ma è L’Aquila che si fa pericolosa anche al 25’ con una botta di Shiba di poco alta sulla traversa: i localo replicano un minuto dopo con Squadrone ma è un nulla di fatto. Mentre dalle panchine continuano i valzer dei cambi, L’Aquila cerca il tris con Santirocco ma è bravo Pelusi nella respinta. È solo il preludio all’ultimo gol: al 43’ Mantini chiude la storia con un diagonale che tocca prima il palo e, di sponda, finisce in rete. Un accenno al gol della bandiera dell’Ortona, arriva due minuti dopo per opera di Lieti ma il legno alla destra di Mascolo è sfiorato di poco.
Finisce qui una gara dove lo spread tra le compagini era già ampio in partenza e il campo lo ha confermato. Però, almeno nel primo tempo, l’Ortona ci ha provato. E con dedizione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’aquila3
ORTONA: Pelusi, Miccoli (dal 16’ st Di Matteo), Martelli, Milizia (dal 22’ st Squadrone), Lieti, Lanza (dal 5’ st Di Donato), D’Alonzo, Majo (dal 22’ st Dragani), Dioum (dal 31’ st Ligocki), Ndiaye, Palmaricciotti. A disposizione: Palermo, Kolloni, Rosati, Konda.
Allenatore: Sansovini.
L’AQUILA: Mascolo, Cassese (dal 34’ st Scipioni), Dinorcia, Marchionni (dal 30’ st Mantini), Carbonelli (dal 43’ pt Dercole), Sorrini, Sarritzu (41’ st Scimia), Tavoni, Brunetti, Diarra, Shiba (dal 30’ st Santirocco). A disposizione: Barbagallo, Serpetti, Miconi, Alessandro.
Allenatore: Epifani.
Arbitro: Cristiana Laraspata di Bari.
Reti: 13’ st Marchionni (rig.), 19’ st Shiba, 43’ st Mantini.
Note: ammoniti Miccoli, D’Alonzo e Marchionni. Recuperi: 3’ pt, 3’ st.
di Rossano Orlando
ORTONA
Certo, sotto l’aspetto dello stress test, la gara di Ortona non serviva alla capolista per ribadire adeguatezza del roster, qualità delle manovre di gioco e sensibilità ad andare in rete. Ma, come in tutte le analisi economiche, uno scenario migliore, un best case, dopo la riposta di ieri in seguito al pareggio del turno infrasettimanale, può annunciarsi con più tranquillità avendo anche acquisito il titolo di Campione d’inverno.
È stata una prova, quella sul Comunale degli adriatici, che, ecco, è servita più a confermare l’andamento prociclico di questa stagione di esaltazione delle tendenze spontanee dei rossoblù: e cioè il rafforzamento del boom nel periodo del boom. E così è stato. Ma solo nella ripresa. Perché nei primi 45 minuti i ragazzi tutto cuore di Sansovini hanno dato filo da torcere all’undici di Epifani. Ma nel secondo tempo è stata scritta una pagina completamente diversa della partita, con gli ospiti che hanno mostrato il piglio della capolista che pressa, morde e fa male. Tanto male.
Primo tempo avaro di emozioni da gol da entrambe le parti, eccezion fatta per una incornata (8’) du Brunetti finita all’incrocio dei pali, dopo un calcio d’angolo, e un tiro (26’) dai 25 metri di D’Alonzo di poco alto sulla traversa. Schiacciante il possesso palla rossobù, ma buoni i rovesciamenti di fronte dei gialloverdi. L’innesto di Dercole sulla fascia al posto di Carbonelli (uscito malconcio da un contrasto), dà fluidità alla manovra aquilana che, nella ripresa, prende subito il comando del gioco e lascia senza fiato la retroguardia di casa. Se al 2’ gli ospiti reclamano un calcio di rigore per un presunto fallo di mani, ecco che il penalty viene concesso su un’azione-fotocopia al 13’: dal dischetto Marchionni spiazza Pelusi per il gol del vantaggio. L’Ortona si fa sotto al 17’ con una punizione calciata da Martelli che finisce di poco sopra la traversa. L’Aquila continua a crescere con il passare dei minuti e al 19’ raddoppia con Shiba: cross dalla sinistra di Sarritzu, e l’albanese classe 1988, tornato in settimana a rivestire la casacca rossoblù, insacca con un magistrale colpo di testa in tuffo con la sfera che gonfia la rete sul secondo palo. L’Ortona prova a reagire ma è L’Aquila che si fa pericolosa anche al 25’ con una botta di Shiba di poco alta sulla traversa: i localo replicano un minuto dopo con Squadrone ma è un nulla di fatto. Mentre dalle panchine continuano i valzer dei cambi, L’Aquila cerca il tris con Santirocco ma è bravo Pelusi nella respinta. È solo il preludio all’ultimo gol: al 43’ Mantini chiude la storia con un diagonale che tocca prima il palo e, di sponda, finisce in rete. Un accenno al gol della bandiera dell’Ortona, arriva due minuti dopo per opera di Lieti ma il legno alla destra di Mascolo è sfiorato di poco.
Finisce qui una gara dove lo spread tra le compagini era già ampio in partenza e il campo lo ha confermato. Però, almeno nel primo tempo, l’Ortona ci ha provato. E con dedizione.
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