L’Aquila s’illude, poi cede al Padova

Ottimo avvio dei neroverdi che però subiscono il ritorno del Petrarca.

PADOVA. Tre mete all’attivo, ma sette subite. E’ amara la trasferta padovana dell’Aquila, senza nemmeno il bonus. Ottimo avvio neroverde, poi, passare del tempo, il Petrarca ha ripreso coraggio e i troppi rischi corsi dagli abruzzesi si sono ritorti contro Zaffiri e compagni.
In avvio sono i padovani conquistano palla; ribaltamento di fronte, calcio insidioso di Pallotta, placcato in ritardo e meta tecnica concessa da De Santis. I padroni di casa accusano il colpo, lasciando a lungo l’iniziativa agli abruzzesi. Al 13’ Mercier tenta il drop, subito dopo un affondo del Petrarca ed è fermato fallosamente a pochi metri dalla meta da Roccuzzo. Rimessa laterale, altro fallo professionale degli ospiti, lungo vantaggio, ma è Barbieri a placcare in ritardo Mercier con una spallata. Cartellino giallo e primi tre punti per i padovani.

Al 21’ il sorpasso, in superiorità numerica. Il Petrarca apre veloce al largo, Spragg pennella un calcetto perfetto per se stesso, e meta in bandierina. Fraser controsorpassa per un tuffo in mischia aperta, ma i bianconeri tornano subito in attacco.
Prima mischia ordinata su loro introduzione, palla veloce fuori, finta di Acuna inserito che libera Ricciardi, per il 13-10. Passano tre minuti, e da una rimessa laterale Padova allunga, con un raggruppamento avanzante dal quale si stacca Chistolini, che schiaccia.

Dopo l’intervallo è Fraser ad accorciare (20-13), ma all’8’ Myring placca in modo pericoloso Ricciardi, rovesciandolo, ed è cartellino giallo. Il Petrarca sfrutta la superiorità numerica segnando la meta del bonus. Aumenta la confusione, le squadre giocano tutti i palloni, che cambiano padrone continuamente. Nitoglia lanciato in meta è fermato da un passaggio in avanti, mentre arriva la quinta meta padovana.

L’Aquila si “incarta”, calcio lungo e Ansell la rincorre con passo da centometrista, lasciando poi il compito di rifinire l’azione a Acuna, che schiaccia al centro dei pali.
Da qui alla fine si gioca il tutto per tutto: Ricciardi segna ancora in fotocopia, su calcio largo di Mercier, quindi Fraser e Manawatu danno l’illusione della quarta meta che però non arriva.
E’ parziale di 14-0 per gli abruzzesi, l’apertura sorprende tutti e schiaccia al centro dei pali, la meta (la terza di squadra) dell’estremo porta gli ospiti a soli dodici punti di svantaggio.
Non basta, perchè in chiusura Padrò, su introduzione rubata in mischia ordinata, parte da solo e sprinta sulla fascia sinistra. Trasforma dall’angolo il giovane Chillon, appena entrato, e per L’Aquila si spengono le ultime speranze.