L’Aquila si sveglia troppo tardi e cede all’Ascoli

Due gol nei primi 30’ penalizzano la gara dei rossoblù Nel finale il gol di Pacilli non basta a evitare il primo ko
INVIATO AD ASCOLI PICENO. Si sveglia tardi la truppa di Pagliari sullo stesso campo dove l’anno scorso, di questi tempi, L’Aquila fece un sol boccone del Picchio. Stavolta, invece, è l’Ascoli a calare in...picchiata sull’Aquila, tramortita da due gol segnati da Perez nel giro di mezz’ora che mettono la gara così in salita che più in salita non si può.
Ecco, allora, che il primo gol rossoblù del campionato – un gol aquilano doc, visto che porta la firma di Pacilli – arriva troppo tardi per pensare a una rimonta della serie Nazionale Under 21. Premesse di una rimonta impossibile che latitano, del resto, per tutta la prima frazione di gioco, quando la squadra appare lenta e prevedibile, incapace di spezzare il ritmo più vivace dei bianconeri, molto motivati dopo il successo nella gara inaugurale. Se a questo si aggiungono due svarioni difensivi (clamoroso lo scivolone di Zaffagnini che porta al 2-0) il gioco è fatto. Per vedere il primo tiro dell’Aquila nello specchio della porta bisogna aspettare 27 minuti. Un po’ poco.
Un passo indietro. Pagliari schiera ancora una volta la squadra col 4-3-3 ma senza Mancini. Terminale dell’attacco l’evanescente Perna, ai suoi lati agiscono i brevilinei Pacilli e Sandomenico. Che hanno vita difficile coi rocciosi difensori ascolani. Coadiuvati dai due mediani Pirrone e Addae, che fanno argine arrivando quasi sempre primi sul pallone. Nel munito centrocampo ascolano è difficile avere palloni giocabili. Al 6’ la prima rete dei marchigiani che nasce da un’errata lettura di tutta la filiera destra dello schieramento rossoblù. Chiricò se ne va sulla fascia e non lo prende nessuno. Da Pacilli a Corapi fino a Scrugli. Il numero 7 bianconero mette dentro per Berrettoni che conclude in diagonale, la respinta di Zandrini è sui piedi di Perez prima che su quelli dei centrali rossoblù e il gioco è fatto: 1-0. Ma il frittatone è servito già al 32’ (dopo due tiri alle stelle di Pacilli e Sandomenico). Sul lancio di Pirrone, Zaffagnini scivola clamorosamente spianando la strada a Perez che gli corre incontro e segna il 2-0 più facile della storia. L’Aquila boccheggia. Perna non ne prende una. Poi si fa male al braccio e Pagliari lo lascia negli spogliatoi. Corapi fa quel che può. Al 32’ conclude centralmente, con il portiere ascolano che ribatte e la difesa che libera.
Serve una mezza rivoluzione e Pagliari non se lo lascia dire. Lascia fuori Perna e Sandomenico e rispolvera Mancini, dentro con Di Francesco. Per chi ama i numeri, si passa prima al 4-2-3-1 con Pacilli unica punta, poi affiancato da Mancini nel 4-4-2 e nel finale, con dentro pure Ceccarelli, 4-2-4 con Corapi molto avanzato. I cambi migliorano la manovra, L’Aquila prova ad arrivare in porta ma le occasioni restano poche. Il solito Corapi al 27’ si fa ribattere il tiro da un difensore. Al 43’ il gol premia gli sforzi rossoblù: Il lancio di Scrugli taglia i centrali e l’aquilano è bravo a toccare sotto il pallone per il 2-1. L’Aquila prova a spaventare l’Ascoli nel finale (ci prova ancora Corapi) ma non c’è più tempo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

