L’Aquila, un pari amaro Sfuma il sogno Serie D

20 Giugno 2022

Carbonelli illude i rossoblù, al Chisola basta il rigore di Negro per fare festa

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CHISOLA: Marcaccini 6.5, Cristiano 6, Dagasso 6.5, Grancitelli 6.5, Germinario 6.5, Russo 6, Perotti 6 (47’ st Garcetti sv), Bellucca 6 (29’ st Zeni sv), Rizq 6.5 (39’ st Degrassi sv), Sardo 6 (19’ st Negro 6), Menon 6.5 (43’ st Berutti sv). A disp. Roscio, Bolla, Geraci, Pesce. Allenatore: Meloni

L’AQUILA: De Chirico 6.5, Tempestilli 6, Colombatti 6, Brunetti 6.5 (43’ st Di Francesco sv), Basile 6, Carbonelli 6.5, Pejic 6, Di Norcia 6.5, D’Ercole 6 (2’ st Di Ruocco 6), Saurino sv (17’ pt Mantini 6), Massetti 6.5. A disp. Mariani, Ziroli, Montorselli, Florindi, Mantini. Allenatore: Lo Re

Arbitro: Benevelli di Modena
Reti: 26’ st Carbonelli, 37’ st rig. Negro Note: Spettatori circa 1200 (150 ospiti). Ammoniti: Belluca, Rizq, Carbonelli, Colombatti, Di Francesco, Pejic, Perotti. Angoli: 4-4. Recupero: pt 2’ st 5’
VINOVO
L’Aquila non ce la fa. In Serie D va il Chisola al termine di una finale di ritorno play off elettrica ed elettrizzante giocata alla pari in una sorta di stallo scacchistico. Alla fine passano i piemontesi a cui è bastato un pareggio per 1-1, dopo la vittoria ottenuta allo stadio Gran Sasso nella partita d’andata. Esce battuta L’Aquila, ma con l’onore delle armi. I rossoblù non si sono mai arresi e anzi hanno continuato ad attaccare anche dopo l’1-1 in un clima diventato ormai di festa generale per i padroni di casa. Era oggettivamente difficile per i rossoblù ribaltare, in trasferta, lo 0-2 subito in casa. Quel risultato è stato decisivo alla fine dei conti. A metà ripresa, dopo essere passata in vantaggio con Carbonelli, L’Aquila ci ha anche sperato in quei dieci minuti in cui bastava un gol per portare la sfida ai supplementari. Ma a quel punto è stato il Chisola ad andare più vicino alla rete per poi trovarla e spegnere sul nascere le speranze promozione degli abruzzesi.
La gara. Il primo tempo parte con una tensione incredibile. L’Aquila pressa e spende le sue energie iniziali per cercare di servire le punte. Russo, di testa, impegna De Chirico che, d’istinto, respinge. Il Chisola ha elementi di categoria superiore, alcuni dei quali, come Negro, addirittura in panchina. La supremazia degli aquilani a centrocampo resta per lo più sterile. Partita bloccata e con poche emozioni, padroni di casa tecnicamente pronti e fisicamente ostici, i rossoblù fanno tutto bene fino alla trequarti ma poi manca lo spunto per favorire il tiro in porta. L’uscita di Saurino, che si fa male dopo uno scontro di gioco, certamente non agevola i rossoblù, già debilitati dalle numerose squalifiche. Al 39’ un tiro di defilato di Rizq è centralissimo. Il primo tempo si chiude con un colpo di testa di Massetti su cui Mancinelli è bravissimo. Ripresa che sarà molto più elettrizzante del primo tempo e che comincia con un diagonale di Menoni e i piemontesi ad un passo dal vantaggio.
Poi Carbonelli chiede timidamente un rigore (21’), quindi L’Aquila pianta le tende nella metà campo avversaria e attacca con veemenza pur senza creare grossi grattacapi alla difesa avversaria. Tempestilli per Di Norcia, al 22’, para centrale Marcaccini. Quando tutto lasciava pensare allo 0-0 arriva, improvvisamente, il gol aquilano. Carbonelli, dopo un assist di testa, esplode con il collo del piede mancino un tiro che si insacca alle spalle del portiere Marcaccini. I tifosi del Chisola ammutoliscono, si sentono solo i circa 150 sostenitori aquilani. Alla mezz’ora Rizq e Zeni si mangiano l’1-1 in contropiede. Ormai è un assalto senza più difesa per L’Aquila. Poco dopo Germinario fugge in contropiede e viene atterrato da Pejic in area di rigore. Penalty netto, nonostante qualche timida protesta aquilana. Dagli undici metri Negro realizza l’1-1 spiazzando il portiere rossoblù. Non è finita. L’Aquila avanti, Dagasso, in contropiede esalta ancora il portierino abruzzese, mentre Brunetti si ferma per un colpo al piede (uscirà definitivamente). Poi è veramente la fine e cala il sipario sulle ambizioni di Serie D dei rossoblù che ora possono solo sperare nel ripescaggio.
Paolo Accossato