L’Aquila vince in casa dopo due mesi

I rossoblù accorciano a meno 5 la distanza dall’ultimo posto utile per i play off. Decide Scrugli, ospiti in 10 per 80 minuti
L’AQUILA. Sessantasette giorni fa un 3-0 all’Ascoli fece sognare tutta un’altra storia. L’1-0 striminzito – ma non per questo meno importante – di ieri rimette L’Aquila al quarto posto, che tuttavia non basta ancora per centrare i play off. Ci vuole il terzo, ora della Reggiana, distante 5 punti. C’è tempo, allora, prima di aprire il sacco dei rimpianti. E anche se la squadra va a corrente alternata, gioca meglio fuori che in casa, non ha una sua fisionomia distintiva e, di fatto, recita a soggetto, vale la pena di scommettere sulle ultime 7 partite (quattro delle quali lontano dal Fattori) per vedere...l’effetto che fa.
Vincerle tutte – e sperare nelle disgrazie altrui – è dunque la nuova mission di queste undici maschere di fango (almeno stavolta non coperte di disonore ma solo sporche di terra e bagnate di pioggia) che lasciano il campo braccia al cielo. Cosa che al Fattori – silenzioso per la protesta ultrà contro gli spioni che avrebbero dato l’assist alla polizia per emettere imminenti diffide per zuffa, da una a cinque secondo le previsioni – non avveniva da due mesi. È vero che la partita col Tuttocuoio, di fatto, finisce dopo appena 14’. Con un’improvvida uscita fuori area, il portiere toscano Morandi tocca il pallone con le mani e lascia il campo. Sanzione giusta solo grazie all’assistente che, visto l’iniziale abbaglio dell’arbitro (il quale inizialmente tira fuori il giallo) salva il direttore di gara da un colossale errore tecnico e spiana la strada al successo rossoblù. È vero che ancora una volta – ma nel cassetto degli alibi a basso prezzo c’è il campo pesante – la vittoria arriva di misura, col gol di un difensore come Scrugli (a segno anche all’andata contro la stessa avversaria). È vero pure che dagli ospiti (che nel riscaldamento perdono il mediano Gargiulo per infortunio, diventando di fatto 17 abili e arruolati), con un portiere appena diciottenne gettato nella mischia a freddo, non ci si possa aspettare altro che tanta tanta buona volontà. Ma il successo dell’Aquila – il terzo nelle ultime quattro uscite – è pieno e legittimo, malgrado l’indubbio vantaggio della superiorità numerica che fa parte del gioco. Finché il campo e le forze lo permettono, l’undici di Zavettieri gioca persino palla a terra e mette in fila anche tre passaggi. Dunque la squadra non ha smarrito del tutto la retta via. Nel primo tempo L’Aquila arriva almeno sette volte davanti alla porta avversaria. Al 21’ Sandomenico scalda le mani al portiere baby. Altra occasione al 31’, con il giovane Micheli che respinge come può. Poi Zandrini in due tempi neutralizza un tentativo di Gioè. Al 34’ Pacilli scambia con Triarico la cui conclusione finisce fuori di poco. Al 38’ la mischia decisiva. Cross di Corapi, Perna e Scrugli si gettano insieme e il difensore pesca la deviazione vincente. La ripresa (c’è spazio per Djuric, Pozzebon e Gotti) serve per...rifiatare, con L’Aquila che colleziona calci d’angolo e si fa di nuovo pericolosa in almeno quattro occasioni con un solo mezzo brivido. E può bastare. Domenica alle 12,30 c’è il Santarcangelo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

