L’Avezzano vince, all’Aquila i rimpianti

29 Agosto 2016

Un rigore di Leto assicura il passaggio del turno, gara dominata a lungo dai rossoblù ma senza pungere in avanti

AVEZZANO. All’Avezzano il successo, all’Aquila il rimpianto. I biancoverdi vincono il derby grazie a un calcio di rigore e proseguono il loro cammino in Coppa Italia, mentre ai rossoblù di Morgia resta il rammarico di avere dominato il match per lunghi tratti senza riuscire a pungere. La partita che mancava da 22 anni - l’ultimo confronto tra le due squadre risaliva alla stagione 1993-1994 dell’allora C2 – non ha riservato il calore che ci si doveva aspettare. Calorosa è stata soltanto la giornata, viste le temperature, un’autentica rarità allo stadio dei Marsi. Il catastrofico terremoto di Amatrice e dintorni ha spento le attese della vigilia, tanto che L’Aquila chiedeva di non giocare. La stragrande maggioranza dei tifosi ospiti, poi, ha deciso di disertare la trasferta in segno di lutto (nel settore distinti ce n’erano appena cinque) e quelli dell’Avezzano hanno saggiamente accantonato qualsiasi sfottò, regalando un toccante striscione poco prima del minuto di silenzio. Anche le squadre hanno giocato con fasce nere sulle braccia.

I rossoblù sono arrivati al Dei Marsi con il 3-4-3 annunciato e in campo è sceso anche La Vista, in dubbio alla vigilia a causa di un lutto familiare nel terremoto. Pino Tortora, tecnico biancoverde, ha risposto con il suo credo, quel 4-3-3 che da punta di razza lo aveva reso celebre nella Marsica. All’inizio Di Genova è stato preferito al dolorante Aquino. Prove generali a una settimana dall’inizio del campionato che vede L’Aquila tra le favorite alla vittoria finale. Squadra dai piedi buoni, senza alcun dubbio, ma la qualità può non bastare se non ci si catapulta in fretta sui più ruvidi campi di serie D. Per 35’ l’Avezzano ha visto raramente il pallone, ma fatta eccezione per un missile di La Vista disinnescato da Lewandowski gli attacchi aquilani hanno avuto la stessa pericolosità di un pugile parecchio miope. Il gol biancoverde, come spesso accade in partite così, è stato frutto di un episodio: una punizione di Leto al limite dell’area è finita sul gomito di Minicleri e l’arbitro ha concesso il rigore. Lo stesso Leto, a tempo abbondantemente scaduto, ha avuto la freddezza di portare in vantaggio l’Avezzano.

Copione più o meno identico nella ripresa, quando Tortora, dimenticando di essere stato un uomo d’attacco ai tempi d’oro del calcio biancoverde, ha rinforzato prima il centrocampo passando al 4-5-1 e poi si è coperto ancora di più con un 5-4-1. Le speranze dell’Aquila sono svanite a 5’ dalla fine quando, nell’unica vera occasione per il pareggio, Russo ha fallito un rigore in movimento sparando la palla in curva Nord. L’Avezzano ha avuto anche l’occasione per raddoppiare al 47’ ma il tiro di Aquino, lanciato in fuga solitaria, si è stampato sul palo.

Tra qualche giorno l’Avezzano conoscerà l’avversaria del prossimo turno di Coppa Italia. Domenica, per la prima di campionato, Persia e compagnia se la vedranno con i toscani del Vivi Altotevere Sansepolcro. L’Aquila, invece, giocherà la prima in casa contro il Monterosi. E dovrà cominciare a fare sul serio.

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