L’avvocato: «Valori alterati, Schwazer va riabilitato»

12 Settembre 2019

ROMA. «Gli hanno tolto due medaglie d’oro e lo hanno messo alla gogna come un menzognero, ma ora Alex Schwazer deve essere riabilitato». Alla vigilia di una giornata che potrebbe segnare la svolta...

ROMA. «Gli hanno tolto due medaglie d’oro e lo hanno messo alla gogna come un menzognero, ma ora Alex Schwazer deve essere riabilitato». Alla vigilia di una giornata che potrebbe segnare la svolta del secondo, presunto e discusso caso doping relativo all’olimpionico Alex Schwazer, la richiesta, decisa e convinta, porta la firma di Gerhard Brandstätter. L’avvocato del marciatore azzurro ha spiegato i prossimi passi di una storia infinita. Oggi pomeriggio al Tribunale di Bolzano il giudice per le indagini preliminari Walter Pelino illustrerà alle parti (Schwazer, Agenzia mondiale antidoping e Federazione internazionale di atletica leggera) i risultati della perizia del Ris di Parma condotta dal colonnello Giampietro Lago. Le conclusioni, già annunciate, gettano una luce diversa sulla vicenda nata dal controllo antidoping al quale è stato sottoposto il marciatore azzurro nel giorno di Capodanno del 2016, dunque a otto mesi dall’appuntamento più atteso, l’Olimpiade di Rio de Janeiro.
Pur non trovando Dna estraneo nelle urine di Schwazer, il colonnello Lago ha infatti riscontrato valori di concentrazione non spiegabili fisiologicamente. Una conclusione alla quale il Ris di Parma è giunto dopo una approfondita analisi e la comparazione delle urine del marciatore con quelle di altri cento soggetti. Non bastassero tali incongruenze, nel mistero rientra anche la differenza di parametri tra analisi e controanalisi, con una concentrazione del Dna nelle urine profondamente diversa. Tutte domande alle quali dovrà rispondere il Tribunale di Bolzano. «La perizia evidenzia discordanze anche sostanziali e non riferibili alla fisiologia dell’atleta», sottolinea l’avvocato Brandstätter. «Questi risultati devono essere spiegati in aula ma anche all’esterno, perché dalla fotografia fatta dal perito emerge chiaramente che qualcosa non va». Una storia ancora lontana dalla soluzione definitiva, dunque. Ma Schwazer è sicuro: «L’urina all’interno della provetta non era soltanto mia», ha spiegato l’ex marciatore. «Ne è stata aggiunta una parte con il testosterone per farmi risultare positivo: lo hanno fatto per colpire me e il mio allenatore, il professor Donati».