L'eroe di Rio 2016 Nicolai abbraccia i bambini di Ortona

1 Ottobre 2016

L’argento olimpico di beach volley con gli alunni dell’Istituto San Leonardo

ORTONA. Metti che una bella mattina di fine settembre Paolo Nicolai, medaglia d’argento ai Giochi Olimpici di Rio 2016, incontri i ragazzi della scuola Primaria di un piccolo comune della provincia italiana. E metti che oltre alla gioia d’incontrare un campione olimpico viene una fuori una giornata ricca di riflessioni e di bellezza.

Esattamente tutto ciò è accaduto all’Istituto comprensivo 2 di Ortona, plesso di San Leonardo, in provincia di Chieti, dov’era in programma un incontro tra i bambini e il vice campione olimpico di beach volley, nato a pochi chilometri da quella stessa scuola. Paolo Nicolai è arrivato puntuale, alle 11 in punto, in tuta, rilassato e sorridente, al resto ci hanno pensato i bambini radunati in un’unica aula al piano terra. Dopo la proiezione di un paio di brevi filmati che hanno ricreato il clima da stadio dei giorni olimpici, è iniziato il dialogo con il campione. Un’intervista collettiva, totalmente autogestita dai bambini che, seppur visibilmente emozionati, sono riusciti a far emergere sia il lato sportivo sia quello umano del giovane campione di Ortona.

Tra le tante domande poste a Nicolai, ne proponiamo tre.

La prima l’ha posta Nazaria:

A chi hai dedicato la vittoria della medaglia d’argento ai Giochi Olimpici?”.

«Per essere a un livello agonistico così alto mi alleno molto. Vivo per 6/7e mesi all’estero e quando sono in Italia sono a Formia, centro di preparazione olimpica. La mia famiglia, i miei amici e la mia ragazza non mi fanno mai mancare la loro vicinanza e il loro sostegno, per queste ragioni la vittoria l’ho dedicata a loro».

Simona: Quante volte alla settimana ti alleni? Ti fai una partita con me?

«La partita la facciamo sicuramente. Mi alleno 13/14 volte a settimana. La mia giornata tipo si svolge così. Sveglia alle 7:30 colazione e poi, dopo due ore, primo allenamento verso le 10. Prima parte atletica e poi esercizi con la palla. Pausa pranzo e riposo. Nel pomeriggio si ricomincia unendo agli esercizi anche la fisioterapia».

Matteo: Come ti sei sentito dopo la sconfitta in finale?

«Un po’ di rammarico c’è stato e anche un po’ di delusione, però bisogna saper sempre riconoscere il valore degli avversari. I brasiliani hanno dimostrato di essere i più forti. Quindi dispiaciuto, ma grande onore per i vincitori».

E Nicolai ha concluso così l’incontro: «Una cosa importante, bambini, è capire che perdere fa parte del gioco».

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