L’inossidabile Collevecchio è il principe dei bomber

31 Dicembre 2018

Diciannove gol in 13 partite per l’esterno: è il miglior realizzatore tra i dilettanti «A Scerne per godermi la famiglia, finché segno non penso di smettere» 

PESCARA. Con 19 gol all’attivo in 13 gare, Luigi Collevecchio dello Scerne 20.14 è, ad oggi, il miglior realizzatore del calcio dilettantistico abruzzese. Nessuno infatti, dalla serie D alla Terza, ha saputo far meglio di lui, sotto rete. «Apprendo di questa cosa con enorme piacere, specie in considerazione della mia età anagrafica», le prime, sincere parole del 36enne bomber, originario di Atri ma residente da tempo a Scerne, assieme alla moglie Eleonora e a due splendidi bambini, Leonardo e Tommaso. «È ovvio che giocare in Prima categoria non sia la stessa cosa rispetto a chi invece milita in campionati come la serie D o l’Eccellenza, ma mi accontento e spero di segnarne altrettanti, da qui alla fine della stagione». Come ha del resto fatto nel corso di una carriera iniziata proprio nelle giovanili dell’allora Scerne Calcio, e proseguita tra le varie categorie dilettantistiche della regione (Eccellenza e Promozione in primis), con la bella parentesi in C2, nelle file della Rosetana e del Tivoli. Una carriera quasi ventennale con un bottino di gol che supera abbondantemente quota 200. Di questi, poi, almeno sessanta sono frutto di altrettante punizioni (calciate sia a foglia morta che di potenza) e una quarantina su rigore.
«Ne avrò sbagliati tre o quattro», prosegue Collevecchio, esterno sinistro che ama giocare a destra, o dietro la punta centrale, «mentre il mio vero tallone d’Achille è rappresentato dal gioco aereo. Di testa sono andato a segno una sola volta.... Il ricordo più bello? Senza alcun dubbio il periodo trascorso a Morro d’Oro, anche perché è lì che ho conosciuto mia moglie. Ed è sempre lì che ho centrato il massimo di reti in stagione, mettendone assieme 47: 30 in campionato (quello di Prima categoria, ndc) e 17 in Coppa Abruzzo». Uno dei tanti trofei di squadra vinti, assieme a una Coppa Italia di Promozione e a ben cinque promozioni, una delle quali centrata attraverso la disputa dei play off».
Un vizietto, quello del gol, per nulla scalfito dal trascorrere degli anni, come si evince del resto dalle 18 reti siglate col Fontanelle, la stagione scorsa, in Promozione.
«Potevo restare lì oppure andare altrove, visto le numerose richieste, ma ho preferito scendere di categoria accettando l’offerta della squadra del paese in cui vivo e lavoro. Ho deciso di godermi la famiglia e i bambini che crescono. La mia più grande forza, assieme a due tifosi davvero speciali, che accompagnati da mio padre Giancarlo mi seguono praticamente ovunque: i miei nipoti Simone e Valerio. Finché mi diverto e segno non penso di smettere». (s.d.c.)
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