L’Inter affonda tra i fischi Il Bologna sbanca San Siro

Spalletti: «Critiche giuste, ma la squadra mi segue». Il club gli conferma la fiducia Sulle maglie nerazzurre omaggio al Capodanno: debuttano i nomi in cinese
MILANO. L’audio e il clima di San Siro al 90’ dicono tutto: fischi, copiosi e sonori, per l’Inter, che crolla anche col Bologna meritandosi la contestazione del Meazza. Una squadra troppo brutta per essere vera, che fatica a segnare (nessun gol su azione da 400’, per la prima volta dal 1956 senza reti nelle prime tre gare del nuovo anno), confusionaria come le scelte in panchina di Spalletti, con i trascinatori come Icardi e Nainggolan che tradiscono e lontana parente di quella che solo un mese fa batteva il Napoli proprio in casa. La classifica parla ancora di terzo posto, ma il solo punto nelle ultime tre partite ha fatto avvicinare le inseguitrici, ora a un passo. E nei guai non può che finire Luciano Spalletti, sempre più sulla graticola e nel mirino dei tifosi. L’ingresso di Ranocchia da centravanti nel finale è l’emblema di una confusione, in campo ma soprattutto nella testa dell’allenatore toscano. In serata, la società nerazzurra, al termine di un vertice, ha ribadito la fiducia a Spalletti, allontanando per ora l’ombra di Antonio Conte. Per il Bologna, invece, la ricetta Mihajlovic funziona fin da subito, sfiorando il vantaggio con Orsolini e Santander. Handanovic tiene in piedi l’Inter, ma crolla sulla zuccata del paraguaiano su corner che regala il vantaggio ai rossoblù. La reazione interista è di poco conto e nemmeno l’ingresso di Lautaro Martinez porta una scossa, anzi anche l’argentino si aggiunge alla gara degli orrori.
«Ci creiamo facilmente dei problemi anche quando non ci sono i presupposti. Quando si alza il livello di tensione si alza anche il livello d’insicurezza», così Luciano Spalletti a fine gara. Una ricerca disperata del gol con tanto di Ranocchia “inventato” centravanti: «La scelta su Ranocchia non deriva da nessuno studio particolare. Per 75 minuti abbiamo provato ad aggirare la difesa senza esito e alla fine ho cercato di fare qualcosa di diverso. Ho inserito uno dei calciatori più forti del campionato». Poi sui fischi di San Siro: «C’erano già stati altre volte, non mi fanno nessun effetto. Li ho presi da tutte le parti dove ho allenato. I tifosi, quando si fa una prestazione sotto livello, pagando il biglietto è giusto che meritino qualcosa di differente» Infine, sulle voci insistenti di un possibile cambio in panchina: «Probabilmente queste voci servono a quelli che ne traggono dei vantaggi in base alla permanenza o meno dell’allenatore. Se è questo il discorso, non mi riguarda. La squadra mi segue ma nella lotta si vede che manca qualcosa perché gli altri lottano più forte di noi e questo è il dato fondamentale».
Debutto col sorriso per Sinisa Mihajlovic, subentrato a Pippo Inzaghi. «Bravi i ragazzi, hanno spinto tutti insieme», l’analisi del tecnico bolognese, «con coraggio puoi trovare la vittoria».
All’Inter non hanno portato fortuna i nomi in cinese stampati sulle maglie dei calciatori, prima volta per un club di serie A. I nerazzurri hanno indossato una maglia speciale dedicata alle celebrazioni per l’anno del Maiale nel Capodanno cinese che prenderanno il via domani. Questo evento farà parte di una serie di contenuti stagionali pensando ai fan dalla Cina.

