L’Italia abbraccia i suoi campioni Jacobs: vorrei guidare una Ferrari

L’uomo più veloce del mondo è atterrato all’aeroporto di Fiumicino accolto da amici e parenti «Penso già a Parigi 2024. Adesso andrò a Monza per il Gp: sono pazzo per la Formula Uno
ROMA. È un aereo carico di emozioni e di medaglie quello che ieri alle 20,18 è atterrato a Fiumicino. L’ultimo volo di ritorno da Tokyo, l’Olimpiade più bella della storia dello sport italiano. 40 medaglie, almeno una per ogni giornata di gara: un record che potrà solo essere eguagliato. Fiumicino si trasforma in un piccolo stadio e parte anche il coro della nazionale di calcio per accogliere Marcell Jacobs, l’uomo più veloce del mondo. Arriva con il figlio in braccio, il bimbo che aveva fatto arrabbiare perché non gli rispondeva al telefono. C’è l’urlo di familiari ed amici pronti a ricoprirlo di affetto e quel sorriso che difficilmente nasconde il suo stato d’animo. «Vi giuro che il Marcell di oggi è lo stesso di qualche giorno fa, ho solo tante responsabilità in più e un gran peso sul collo. Ringrazio tutti i tifosi perché mi hanno dato una carica fantastica per centrare i miei obiettivi. Qui a Fiumicino oggi è fantastico, non me lo sarei mai aspettato». Adesso ci sono altre emozioni incredibili come la Formula 1 a Monza e la riconsegna della bandiera al presidente Mattarella. «Io sono un patito di Formula 1 e sarò a Monza. Guidare una macchina? Se fosse possibile perché no. ma so che è difficilissimo. Il 23 settembre riconsegneremo la bandiera al presidente Mattarella. Ancora oggi non riesco a capacitarmi di tutto quello che siamo riusciti a fare». Jacobs risponde a tutte le domande, ma diventa un po’ cattivo quando il riferimento è alle accuse lanciate da alcuni media stranieri. «Accuse che non mi toccano neanche, arrivano da giornalisti che non conoscono le cose quindi neanche le considero. Bolt? Ha fatto un bel post nei miei confronti. Sono molto felice». Ti aspetti un Jacobs già appagato e invece scopriamo un ragazzo che ha ancora tanta fame. «Non mi pongo limiti, voglio continuare a fare bene in questa stagione. E poi vi dico una cosa: Parigi 2024 non è così lontana». Jacobs mostra le sue medaglie con orgoglio e scortato dai compagni delle Fiamme Oro lascia l’aeroporto per tuffarsi verso nuove avventure. E lascia spazio alle farfalle della ritmica, le ragazze che hanno regalato all’Italia la medaglia numero 40. Un bronzo che ripaga di tanti sacrifici. E il capitano Alessia Maurelli c’era anche a Rio con Martina Centofanti quando il loro sogno si infranse ai piedi del podio. «Siamo felicissime», ha detto il capitano delle farfalle, «abbiamo coronato un sogno. È un onore aver portato a casa la medaglia numero 40». Il saluto di Alessia e delle compagne ad amici e familiari arrivati a Fiumicino è stupendo, quel mazzo di fiori che tengono stretto tra le mani si muove in maniera così armonioso da sembrare di essere ancora in pedana. Chiare e dirette sono le parole del presidente del Coni Malagò. «Il 23 settembre davanti al presidente Mattarella arriverà una Italia orgogliosa». L’aeroporto si svuota, l’Olimpiade si è chiusa davvero. L’Italia già da appuntamento a Parigi 2024, l’Abruzzo riuscirà questa volta a griffare il medagliere? L’atleta teramana Gaia Sabbatini in cuor suo ha già la risposta.
Enrico Giancarli

