L’Italrugby ai piedi di Parisse

2 Febbraio 2019

Record per il capitano azzurro (aquilano) che gioca la 66ª partita del Torneo

EDIMBURGO (SCOZIA). Dopo una lunga serie di delusioni l'Italrugby ci riprova. Torna il 6 Nazioni e gli azzurri si ritrovano di fronte subito un'avversaria possibile, la Scozia. Quella di oggi (ore 15,15 diretta su DMAX ), a Edimburgo, per il debutto nel ventesimo Torneo della storia italiana, sarà una grande classica contro gli highlanders, attualmente settima forza del ranking World Rugby, e vedrà il rientro dal primo minuto di capitan Sergio Parisse, abruzzese, nato in Argentina da genitori aquilani, rimasto ai margini in novembre per infortunio: per il numero otto aquilano dello Stade Francais è la 135ªpresenza in Nazionale e la 66ª apparizione del Sei Nazioni, un record che nessun giocatore ha saputo eguagliare nell'ultracentenaria storia della manifestazione. «Sapete che i record non mi hanno mai interessato molto e non sono ciò che mi motiva di più. Sicuramente fa piacere superare una leggenda come ÒDriscoll, ma scambierei ogni presenza o ogni record con questa maglia con una vittoria contro la Scozia». Parisse sbriga rapidamente il tema per concentrarsi sulla sfida alla Scozia: «Come tutte le squadre, abbiamo le nostre ambizioni. È vero che la Scozia ha il potenziale per vincere il Torneo, ma il fascino del Sei Nazioni è legato alla capacità di sovvertire i pronostici, regalare emozioni e sorprese. Noi pensiamo a noi stessi, non puntiamo a vincere il Torneo ma le nostre energie sono tutte concentrate sulla gara di domani (oggi, ndr): perché tutti aspettano di vedere una grande Scozia, ma noi ci aspettiamo una grande Italia. Rispettiamo tutti in questo torneo e non potrebbe essere diversamente», ha concluso Parisse, «ma noi non siamo qui solo per essere competitivi, siamo in questo Torneo per vincere le partite». Oggi taglierà un traguardo di prestigio anche per il tallonatore e vice-capitano Leonardo Ghiraldini che scenderà per primo sul prato dello stadio scozzese per celebrare il centesimo cap internazionale. Nell'anno della rassegna iridata, il ct O’Shea lancia il ventiseiesimo debuttante della propria gestione: David Sisi, 25enne seconda linea delle Zebre Rugby, fa il proprio esordio dal primo minuto. Confermata in massima parte l'ossatura della nazionale vista nei test match di novembre, con i piloni Ferrari e Lovotti a completare la prima linea con Ghiraldini, Budd in seconda linea insieme al debuttante Sisi, i due flanker Steyn e Negri a far reparto con capitan Parisse e la mediana Tebaldi-Allan a scandire il ritmo di gioco. A Murrayfield l'Italia è passata due volte, nel 2007 sotto Pierre Berbizier e nel 2015 con Jacques Brunel, attuale CT della Francia, sul ponte di comando: in entrambe le occasioni Sergio Parisse era in campo, una statistica prevedibile per un atleta che oggi, al fischio d'inizio, entrerà una volta di più nel libro dei record del Sei Nazioni divenendo l'atleta più presente nella storia della manifestazione con sessantasei apparizioni, tutte da titolare.
Galles ok. La Francia domina un tempo, ma poi si “suicida” e a Parigi il Galles passa per 24-19 nel match che ha aperto l’edizione 2019 del Sei Nazioni.
Luca Alatri