L’Italrugby crede nel sogno: «Massima fiducia»
O’Shea pronto per l’avventura Sei Nazioni: «Primo obiettivo: giocare sempre come con il Sudafrica»
ROMA. «Siamo a un bivio, l’ho detto anche stamani alla squadra, nel primo incontro del ritiro».Conor O’Shea, ct degli azzurri del rugby che domenica 5 febbraio esordiscono contro il Galles nel 18° Sei Nazioni della storia, non si nasconde le responsabilità sue e del suo staff. A novembre ha battuto il Sudafrica in un match entrato nella storia del rugby italiano, e ora? «Se dicessi che vinceremo il Sei Nazioni sarei uno stupido, così come se dicessi che vinciamo molte partite. La nostra ambizione è giocare tutte le partite come contro il Sudafrica». E imboccare la strada giusta a questo bivio. «Quando sono arrivato l’ho detto: non cambieremo il rugby italiano in sei mesi, ci vorranno degli anni, ma lo cambieremo. Abbiamo tre obiettivi. Quello di breve periodo è fare una nazionale competitiva, ho giocatori di esperienza, penso aGhiraldini, Parisse, Favaro, che vogliono vincere adesso, non fra quattro anni. E ho giovani promettenti che devono trovare qui il posto dove crescere». «Nel medio periodo devo preparare una nazionale per il Mondiale del 2019 in Giappone, una squadra contro cui nessuno voglia giocare. Terzo obiettivo, lungo periodo, riformare la struttura e il sistema del rugby italiano. Dobbiamo avere fiducia e guardare a cosa hanno fatto gli altri. La Scozia, per esempio: 20 anni fa il Glasgow avrebbe preso 80 punti dai Leicester Tigers, 10 anni fa è fallita la terza franchigia scozzese, i Borders, e ora Glasgow vince 41-0 in casa del Leicester e le due franchigie scozzesi sono nei quarti nelle coppe europee». E qui O’Shea risponde indirettamente a chi gli chiede delle Zebre e del Benetton, le due franchigie italiane in Pro12. «Il cambiamento arriverà, ma non si può avere in pochi mesi. E poi il livello si alza in continuazione, tutti crescono». Torna il Sei Nazioni e torna anche in tv, su DMax e su Eurosport che quest’anno ospiterà (a partire da sabato 4 febbraio) gli incontri della nazionale femminile impegnata nel suo Sei Nazioni. Lo annuncia un emozionato Luigi Ecuba, direttore sport del Discovery Network: «Siamo sempre di più la casa del rugby e dei suoi valori». La squadra di Discovery vedrà Vittorio Munari e Antonio Raimondi a dare voce alle imprese degli azzurri e negli altri incontri più importanti . Poi spazio a Rugby Social Club con Daniele Piervincenzi, Mauro Bergamasco, Paul Griffen, chef Rubio e Maria Beatrice Benvenuti. Quest’ultima potrebbe trovarsi anche a seguire il Sei Nazioni femminile.
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