L’Uefa boccia il Milan: i rossoneri rischiano l’Europa League

Fair play finanziario, Nyon nega il patteggiamento al club Decisione a metà giugno, Atalanta e Fiorentina in attesa
MILANO. Il Milan di Li Yonghong piomba nell'incubo e ora rischia una vasta serie di sanzioni, che arrivano fino all'esclusione dall'Europa League, pochi giorni dopo aver conquistato l'accesso diretto ai gironi. Il club rossonero, infatti, ieri nel tardo pomeriggio si è vista negata la richiesta di Settlement Agreement dalla Uefa, che lo ha deferito alla camera giudicante del Control Financial Body «per la violazione delle norme del fair play finanziario». Il rosso del triennio che comprende i bilanci da luglio 2014 a giugno 2017 per il Milan è di circa 250 milioni di euro. Le motivazioni della Uefa ricalcano quelle utilizzate lo scorso dicembre, quando la Uefa aveva respinto anche il tentativo conciliatorio del Voluntary. «Permangono», scrive la Uefa in un comunicato, «ancora incertezze sul rifinanziamento del prestito e sul rimborso delle obbligazioni da effettuare entro ottobre 2018». In sintesi, la Uefa in questi mesi avrebbe gradito sviluppi legati ai principali nodi del progetto del misterioso investitore cinese che ad aprile del 2017 ha acquistato il Milan dalla Fininvest di Berlusconi con un prestito ponte di 303 milioni di euro del fondo statunitense Elliott: pesa questo debito, in scadenza a ottobre, che lascia margini di incertezza sulla continuità aziendale nel lungo periodo, ma anche gli scarsi introiti ottenuti sul mercato cinese da Milan China, fermo a tre sponsorizzazioni minori. Ricavi che non permetterebbero, secondo la Uefa, di ultimare il piano di rientro triennale dei conti. Ora, con un verdetto atteso per giugno, il Milan rischia di perdere proprio ciò che la squadra di Gattuso ha appena conquistato sul campo. Se finirà così, l'Atalanta sarebbe promossa direttamente ai gironi la Fiorentina ripescata ai preliminari. Tra le misure della Uefa, la più pesante, contemplata è l'esclusione dalle coppe europee, ma lo spettro di sanzioni comprende soluzioni più morbide come l'avvertimento o più dure come il divieto di far giocare i nuovi acquisti nelle coppe europee. L'estrema ratio della Uefa, la stangata più brutale è stata utilizzata in passato, su squadre come Galatasaray, Dnipro, Stella Rossa, Partizan, Sion e Panathinakos ma sempre rigettata come ipotesi da Marco Fassone. «Le sanzioni sono inevitabili ma speriamo siano contenute ma l'incontro è andato meglio del previsto», aveva dichiarato l'ad del Milan lo scorso 20 aprile, uscendo dall'incontro con la commissione della Uefa. Fiducia che non è mai mancata. Il 15 marzo scorso Fassone aveva parlato di «buon futuro per il Milan», mentre ad inizio maggio aveva confidato di completare il discorso rifinanziamento «entro 30/40 giorni». Non è dunque bastato nemmeno il documento prodotto da Elliott e presentato a Nyon nel quale il fondo americano si faceva garante di un'eventuale insolvenza da parte di Li Yonghong.

