La corsa tra la gente: musica e goliardia

18 Maggio 2019

Striscioni, bandiere, pranzi luculliani: la lunga giornata del tifo

L’AQUILA. Arrosticini ai poliziotti motociclisti e pasta fresca a forma di bici. Bevande di ogni tipo. Tifosi scatenati con le scritte sulle strade. Giovani supporter coraggiosi, come Alberto Di Fonzo – calciatore, sì, ma oggi tifoso di ciclismo – che sale su un albero alla Villa comunale per filmare gli ultimi, palpitanti metri del vincitore di tappa. E ancora: il gregge di pecore colorato di rosa grazie ad appositi palloncini-collari (ritratto nella foto di Antonio Corrado), sulla piana di Navelli. Stessa strada, qualche centinaio di metri più avanti, e puoi trovare la banda di Angelo Giordani che ha ricoperto l’asfalto di scritte di calce bianca inneggianti al Giro, all’Abruzzo, ai ciclisti. Insieme a lui mobilitati altri appassionati dei centri della piana, da Tussio a Prata, da San Pio a Caporciano. E grazie a whatsapp le foto della parata di bandiere arrivano anche Oltreoceano.
C’è di tutto, a scorrere le immagini che la giornata di festa per l’intera regione ha regalato. Un caleidoscopio di emozioni per il passaggio del Giro d’Italia. Amore infinito.
E se si parla di storia, non può mancare nientemeno che...Garibaldi. Ormai un habitué della corsa rosa, da sempre uno dei protagonisti fissi degli arrivi di tappa. Tommaso D’Amico, 77 anni, in arte “Pasetta”, è originario di Barrea. È partito molto presto per sistemarsi proprio a ridosso della linea del traguardo. Da dove racconta: «È il mio sessantunesimo Giro d’Italia», sottolinea con orgoglio “Pasetta”, che se non è proprio l’eroe dei due mondi lo è almeno di giornata, visto che gli si avvicinano in tanti a caccia di un autografo o di un selfie. Lui non si sottrae a nessuna delle richieste degli appassionati. Racconta, ricorda, commenta. Ed è felice di essere un personaggio su un palcoscenico dove, ormai, si muove a proprio agio. Lungo la strada la passione è incontenibile. Soprattutto per gli idoli di casa. A Chieti sono appostati i tifosi di Giulio Ciccone (un altro gruppo anche all’Aquila, non lontano dal traguardo di viale Francesco Crispi).
Tante scritte e striscioni anche per Dario Cataldo, soprattutto nell’attraversamento del centro abitato di Miglianico. Il 34enne idolo di casa che difende i colori dell’Astana, al momento del passaggio in paese saluta amici e parenti alzando le braccia al cielo e proseguendo poi a pedalare forte.
A Caporciano il dottor Pierluigi Imperiale e lo staff di “Pecorosa” (legato al progetto del Tratturo) rinnovano l’omaggio al Giro d’Italia grazie a speciali collari fatti di palloncini rosa. Le pecorelle sono vive e vegete. Almeno su questo prato verde, il fumo delle canalette non è ancora arrivato...
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