La favola di Linda: dai campi di Cerchio fino al Mondiale

Nell’Italia c’è anche il terzino marsicano del Milan Tucceri Cimini che si ispira a Marcelo del Real Madrid
CERCHIO. Esistono le favole a lieto fine. Quella che sta vivendo Linda Tucceri Cimini è partita dai campi spelacchiati e fangosi di Cerchio e dintorni, nella Marsica. Quando da bambina seguiva i fratelli (più grandi) Riccardo e Flavio nella passione che li accomunava: rincorrere e dare calci al pallone.
Giocavano insieme in piazza, nel paese di circa 1.600 abitanti. E la ragazzina dava filo da torcere, regalava l’impressione di saperci fare, tanto che, a 9 anni, il compianto Giuseppe Tofani – un tecnico della scuola calcio di Cerchio – l’ha voluta portare a Roma a fare un provino nella Lazio. Anche perché il livello non era male se di fronte c’erano anche i fratelli Ciofani, Daniel (oggi al Frosinone) e Matteo (oggi al Pescara), che poi hanno calcato i campi di serie A e B. Linda Tucceri Cimini è andata oltre, perché è in Nazionale e si appresta a giocare un Mondiale, il primo dopo venti anni per l’Italia. Sarà una delle protagoniste di un giugno magico per i colori azzurri. Il calcio femminile, infatti, anche in Italia sta vivendo una nuova dimensione.
A 28 anni è nel pieno della maturità calcistica dopo aver giocato anche un Europeo e la Champions League. Nell’ultima stagione ha vestito la maglia del Milan di Carolina Morace. Ha giocato insieme a Daniela Sabatino, il bomber rossonero e della Nazionale anch’essa abruzzese, ma di Castelguidone. Due ragazze in Nazionale per i Mondiali. A proposito di favole, sembra di rivivere quella di Fabio Grosso e Massimo Oddo nel 2006 alla rassegna iridata in Germania. Per carità, altre storie e altri contesti. Intanto Linda si gode la sua favola, in attesa di vivere emozioni uniche in Francia.
Chi l’ha avvicinata al calcio?
«Mi sono avvicinata al calcio grazie ai miei due fratelli, più grandi di me. Ma, nonostante questo, mi hanno sempre portato con loro e i loro amici a giocare a calcetto. Da qui è iniziata l’avventura».
È vero che a Cerchio giocava a pallone con i fratelli Ciofani?
«Ho giocato anche con i fratelli Ciofani, facevano parte di quel gruppo e di quei ragazzi che, insieme ai miei fratelli, organizzavano tornei e partitelle di calcetto».
Qual è stato il punto di svolta della carriera?
«A 18 anni quando mi sono trasferita lontano da casa, a Cervia, per giocare un campionato più competitivo che mi permettesse di crescere».
In precedenza?
«Quelli alla Lazio sono stati anni di sacrifici. Mia madre e mio padre, almeno due-tre volte la settimana, mi accompagnavano a fare allenamento a Roma. A 16 anni ho deciso di cambiare e di avvicinarmi a casa. Ho scelto di andare in prestito all'Aquila, dove ho giocato nel campionato di serie B. Purtroppo, però, dopo questa breve esperienza, durata solo un anno, sono stata costretta a rimanere ferma, non avendo trovato l'accordo per il cartellino, che era di proprietà della Lazio».
In che ruolo predilige giocare e quali caratteristiche si riconosce?
«Quello di terzino sinistro, ho una buona corsa e sono un mancino puro. Pur essendo un difensore sono dotata di una buona tecnica».
I suoi idoli del calcio e per chi fa il tifo?
«Il mio idolo calcistico è il brasiliano Marcelo del Real Madrid e simpatizzo Inter».
Come state vivendo l’attesa dei Mondiali e la nuova vetrina sulle televisioni?
«La vivo molto serenamente, mi sto allenando duramente e spero di poter dare in qualche modo il mio contributo. A livello mediatico c'è un movimento che fino a qualche tempo fa in Italia potevamo solo sognare, ma adesso il calcio femminile sta diventando grande. È una realtà».
Dopo i Mondiali resterà al Milan?
«Non so ancora cosa sarà il mio futuro, per adesso non ci penso».
Il suo rapporto con Cerchio e la Marsica?
«È molto intimo, amo Cerchio, e sono contenta che molte persone del mio paese mi seguano e siano orgogliose di quello che sto facendo. La Marsica e l'Abruzzo sono casa mia».
Chi ha influito di più sulla tua carriera?
«Sicuramente la mia famiglia con tutti i sacrifici che ha fatto per potermi permettere di essere quello che sono oggi».
Quali sono le nazionali favorite ai Mondiali?
«Penso a Stati Uniti e Germania, lì il cacio femminile è già sviluppato da parecchi anni».
L’obiettivo minimo dell’Italia?
«Abbiamo lavorato al meglio in queste settimane per andare in Francia e dimostrare che anche l'Italia sta crescendo, l'obbiettivo principale è giocare bene».
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

