La Federcalcio inibisce Di Antonio per 60 giorni

Il copresidente della Torrese sanzionato per aver leso l’onore e il prestigio del Comitato regionale
PESCARA. Filippo Di Antonio, copresidente della Torrese, è stato inibito per 60 giorni per aver “leso l’onore, il prestigio e il decoro propri del comitato regionale Abruzzo”.
È quanto scritto nella sentenza del tribunale federale territoriale dopo il deferimento dello stesso Di Antonio per le frasi pronunciate in merito all’assegnazione dei diritti televisivi per il campionato di Eccellenza della stagione 2021-2022.
Filippo Di Antonio, si legge nel dispositivo del tribunale, “lese l’onore, il prestigio e il decoro propri del comitato e più in generale anche quelli propri dei soggetti persone fisiche che ne costituiscono l’organigramma di governo e rappresentanza, mediante le frasi ed espressioni pronunciate nel corso di una intervista rilasciata alla trasmissione televisiva “Diretta Gol”, andata in onda il 19 settembre scorso sull’emittente televisiva Super J di cui lo stesso Di Antonio è editore”.
Il copresidente della Torrese mise in dubbio la trasparenza e la correttezza del comitato regionale e del suo presidente Ezio Memmo nella procedura di assegnazione dei diritti televisivi per il campionato di Eccellenza. Da qui è scattato prima il deferimento e poi l’inibizione di sessanta giorni, mentre la società Torrese, deferita a titolo di responsabilità diretta, è stata prosciolta.
Il copresidente-editore andò fuori le righe non solo in uno dei suoi interventi nel suo salotto televisivo ma anche, e soprattutto, in occasione della partita di Eccellenza Torrese-Casalbordino, disputata il 19 settembre al campo “Castrum” di Giulianova, quando pensò bene di piazzarsi, in piedi, proprio davanti alla telecamera della troupe di Rete8, ostacolando visibilmente il lavoro dell’operatore televisivo e facendo ripetutamente gestacci inequivocabili tra cui corna e dito medio.
Dopo quell’episodio anche l’Ussi Abruzzo (Unione stampa italiana sportiva, ndr) aveva censurato quanto accaduto sul campo di Giulianova, sollecitando «il comitato regionale e la stessa Lega nazionale Dilettanti a garantire agibilità e maggiore sicurezza agli operatori dell’informazione impegnati sugli impianti». (g.g.)
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