La Fifa: basta calciomercato a gennaio
Il presidente Infantino: «Le commissioni agli agenti vanno ridimensionate»
ROMA. Il presidente della Fifa Gianni Infantino vuole rivoluzionare il calciomercato, cancellando la finestra invernale, limitando quello estivo fino a fine luglio e mettendo un limite alle commissioni per agenti e intermediari oltre al tetto salariale per i calciatori. Lo ha spiegato lui stesso al quotidiano sportivo francese L'Equipe precisando che il suo piano prevede «undici punti indispensabili» che devono essere analizzati «affinché venga garantita l'integrità del mondo del calcio e ci siano maggiore trasparenza e più equilibrio competitivo». Uno degli aspetti che preoccupa maggiormente Infantino è quello delle commissioni sempre più ricche percepite da agenti, procuratori e mediatori vari: «Dovrebbero essere meglio regolamentate», dice il presidente della Fifa, «per evitare la corruzione, le tangenti e il “lavaggio” di denaro. Credo che il lievitare delle commissioni pagate agli agenti», spiega in un'intervista anche alla Espn, «stia prendendo una direzione preoccupante. E devo anche dire che tanti procuratori sono d'accordo con me, e vorrebbero una maggiore supervisione di questo fenomeno. È una questione di ecosistema del calcio, ora non ci sono regole certe e stabilite». Secondo Infantino il calciomercato nell'anno solare 2017 ha prodotto un movimento complessivo di 5,1 miliardi di euro, e di questa cifra 400 milioni sono finiti in tasca ad intermediari. Al presidente della Fifa, secondo il quale sono «una pazzia» le cifre pagate dal Psg per Neymar (222 milioni) e Mbappé (135+45 di bonus), non piace la finestra di mercato invernale, e infatti vuole fare in modo che venga abolita. Inoltre ha in programma di mettere un limite anche al numero di calciatori sui quali un club può detenere i diritti e alle cessioni in prestito. L'esempio che viene fatto è quello di una società italiana, l'Udinese, che controlla 103 giocatori molti dei quali sparsi in vari campionati. Per evitare squilibri e garantire maggiore competitività, il presidente porrà all'attenzione del prossimo comitato esecutivo della Fifa (28 febbraio a Zurigo) anche il tema del tetto salariale, da “calibrare” in base agli incassi delle varie squadre.

