La Figc pronta a chiedere i danni all’ex ct Mancini

29 Settembre 2023

Il presidente Gravina vuole portare l’allenatore in tribunale dopo le dimissioni: «Gli avvocati decideranno se ci sono gli estremi per intraprendere un’azione legale»

ROMA . Come in ogni matrimonio finito male, difficile che tutto si chiuda con la semplice separazione. Così l'addio choc di Roberto Mancini alla nazionale azzurra rischia di lasciare un pesante strascico legale tra l'ex ct, ora sulla panchina dell'Arabia Saudita, e la Federcalcio. La Figc, come da annuncio del suo numero uno, Gabriele Gravina, ha infatti avviato l'iter per una (al momento ancora eventuale) causa di risarcimento danni: si vuole prima valutare quali margini legali vi siano per una richiesta in tal senso, dopo le dimissioni di Ferragosto. «Ho informato il consiglio di quanto successo in termini di recesso immediato dal contratto con la presentazione delle dimissioni e il consiglio ha deliberato di poter dare mandato a un professionista per avere un parere tecnico legale e capire che opportunità ci possano essere su un'ipotesi di richiesta di risarcimento», ha spiegato Gravina a margine del consiglio federale.
La volontà, dunque, è quella di capire i margini di successo o soccombenza in un eventuale causa dopo un addio arrivato come un fulmine a ciel sereno, visto che nemmeno dieci giorni prima delle dimissioni, Mancini era stano nominato anche coordinatore delle nazionali U20 e 21. «Non sentivo più la fiducia», aveva detto l'ex ct, spiegando poi la sua decisione, e lamentando in particolare la presenza di una clausola contrattuale che prevedeva la fine del contratto in caso di mancata qualificazione a Euro 2024. Versione fortemente contestata dalla Figc, con la sottolineatura che il ruolo di coordinatore di tutte le nazionali e il nuovo staff erano stati ampiamente concordati, ed erano quello sì segno tangibile di affidamento. Gravina, più che il divorzio, non ha gradito i tempi e il modo. Mancini se n’è andato, annunciando le sue dimissioni (il 12 agosto) con una mail certificata e nelle successive interviste non ha risparmiato le critiche, anche a Gravina. «Non può dire certe cose, noi sappiamo come sono andate le cose», la replica del presidente della Figc nelle scorse settimane durante alcune intervisti. I rapporti sono diventati tesi. E adesso c’è di finire in tribunale.
Così mercoledì sera è stato solamente un saluto quello tra Gravina e Mancini, entrambi presenti alla cena di gala della Ryder Cup alle Terme di Caracalla. «L'educazione è fondamentale», ha detto Gravina, che ha però intrapreso la via della legge. Certo, al momento ancora in una fase interlocutoria, in attesa del parere legale. Ma il presidente della Figc che nel frattempo si è voluto togliere qualche altro sassolino dalla scarpa come quando ha rispedito al mittente le accuse della calciatrice svedese, Kosovare Asllani, sulla decisione di giocare, martedì scorso, la gara di Nations League contro le azzurre a Castel di Sangro. Parole che il numero uno della Figc ha definito «una mancanza di rispetto e di educazione», con la Federcalcio che ha scritto una lettera alla federazione svedese per esprimere il proprio disappunto, rimarcando il fatto che anche 6 squadre di Serie A hanno attività a Castel di Sangro (tra cui il ritiro estivo del Napoli campione d'Italia).
Angelo Caradonna