La Juve all’esame di laurea Allegri: dobbiamo fare gol

19 Aprile 2017

I bianconeri a Barcellona per conquistare la semifinale forti del 3-0 dell’andata L’allenatore: «Loro dietro ballano, servono calma e testa per passare il turno»

BARCELLONA. Se Luis Enrique stuzzica con qualche stoccata provocatoria, Massimiliano Allegri accetta la sfida e rilancia con il fioretto: «Ogni volta che abbiamo la palla possiamo andare a far gol».

Non è una smargiassata, ma la radicata convinzione che ormai «cresciuta in autostima e consapevolezza», la Juventus può fare risultato anche al Camp Nou, dove i blaugrana sono abituati a fare carrettate di gol. A Luis Enrique che spara «Possiamo fare tre gol in 3'», Allegri ribatte con misurata ironia: «Spero che non sia un veggente».

Al Camp Nou dove il solito muro di tifosi - anche ieri sera c'era coda alle biglietterie e si prevedono 90mila presenze sugli spalti - cercherà di trascinare i blaugrana a una sensazionale remuntada, Allegri chiede «lucidità, freddezza e serenità, essenziali per affrontare gli imprevisti che si potranno verificare». Il 3-0 dell'andata è una gran bella dote, ma Allegri, più che mai disteso e sorridente ieri a Barcellona, invita a dimenticarla: «In partite come queste non c'è da pensare a cosa è stato, da che vantaggio si parte nel nostro caso: bisogna fare. Dobbiamo vivere la gara come se fosse una partita secca. Loro dietro ballano, dobbiamo fare gol». L'attesa dei tifosi bianconeri - ce ne saranno 2.500, in viaggio in bus, auto, treno, voli charter, molti in partenza oggi all'alba da Malpensa - è spasmodica, ed Allegri interviene per riportare l'orologio all'ora giusta: «Sembra quasi», fa osservare, «che se passiamo il turno, abbiamo vinto la Champions, ma non è così. Eliminare il Barcellona sarebbe solo un passo nella direzione di Cardiff. Resterebbero ancora le semifinali, da passare, e la Coppa, da vincere. Ripeto: calma ed equilibrio. Bene l'entusiasmo, ma non si deve cadere nell'esaltazione».

Il feeling tra i tifosi ed Allegri sembra essersi saldato. Nei giorni scorsi a Vinovo è comparso uno striscione che riconosceva il tocco vincente di Allegri, ieri all'aeroporto di Caselle, alla partenza della squadra per la Catalogna, molti cori sono stati per lui. «Normale che succeda dopo tre anni», sfuma il tecnico livornese. Durante i quali «la società è cresciuta, la squadra anche. Essere nei quarti della Champions deve essere un'abitudine per la Juventus». La designazione di Kuipers è stata molto discussa - tra i precedenti i due rigori al Barcellona quando Allegri allenava il Milan - ma il tecnico sfoggia gran diplomazia: «È arbitro di caratura internazionale, sarà sicuramente all'altezza». Barcellona-Juve sarà la prima volta da ex di Dani Alves. «Ho avuto l'impressione di essere stato spinto via da Barcellona. L'ho raccontato alla stampa di Madrid perché temevo che a Barcellona le mie parole potessero venire manipolate. Se qualcuno si è offeso mi dispiace».

Ormai Dani Alves è nel pieno di un altro capitolo: «Grazie al risultato dell'andata - dice - abbiamo il 60% di possibilità di passare il turno. Sarà comunque dura, ma anche noi possiamo fare male al Barcellona».

Le scelte. Paulo Dybala ci sarà e Allegri confermerà l'11 che ha vinto la gara d'andata allo Stadium, con Cuadrado, Dybala e Mandzukic alle spalle di Higuain e con il duo Pjanic-Khedira davanti alla difesa, formata da Dani Alves, Bonucci, Chiellini e Alex Sandro, nel 4-2-3-1. Cuadrado, Mandzukic e Khedira, però, in caso di ammonizione durante la gara del Camp Nou, salterebbero l'eventuale semifinale d'andata. La preoccupazione maggiore riguarda il colombiano, per il quale è allo studio una staffetta con Lichtsteiner ed il conseguente avanzamento di Dani Alves nei tre dietro il Pipita.