La Juve non sa più vincere: un rigore evita il terzo ko di fila

13 Settembre 2015

Il Chievo segna subito, poi assalto (confuso) bianconero Palo di Pereyra, decisivo Cuadrado. Fischi alla fine

TORINO. Un rigore a 7' dalla fine evita alla Juventus la terza sconfitta consecutiva. Ma contro un Chievo Verona fino a quel momento meritatamente in vantaggio di buono c'è soltanto il primo punto in campionato, accolto dai fischi dei tifosi in uno Stadium orfano della Curva Sud squalificata. Se per mister Allegri il campionato dei bianconeri doveva iniziare ieri, è iniziato malino. E la prestazione non fa ben sperare in vista dell'esordio in Champions League, martedì col Manchester City. C'è tanto lavoro da fare per la Juventus, appena due gol nelle prime tre partite e un gioco che fatica a decollare. La squadra che fino a pochi mesi fa dominava l'Italia in lungo e in largo sembra essere ormai confinata alla storia. Al suo posto una formazione ancora priva di identità, e di gioco, che costringe mister Allegri a cambiare moduli e protagonisti. Ma sempre con lo stesso (scarso) risultato. A complicare i piani di mister Allegri, che al fischio d'inizio lascia in panchina Pogba, ritrova Marchisio a centrocampo e fa debuttare i brasiliani Alex Sandro ed Hernanes, il gol a freddo di Hetemaj. Il finlandese, che non segnava dall'aprile 2011, infila capitan Buffon dalla distanza dopo solo 5', legittimando il primo posto in classifica e mandando in affanno i padroni di casa. La reazione c'è, prima con Hernanes che da fuori area costringe Bizzarri alla paratona, poi due volte con Pereyra e con Dybala. La Juve attacca, ma là davanti l'intesa tra l'argentino e Morata deve ancora arrivare e il centrocampo non fa molto per aiutarli con Marchisio (rischia di saltare la sfida con il City per un problema muscolare) ancora lontano dal far rimpiagere Pirlo. Tocca allora a Buffon prendere per mano la Juventus: all'intervallo il capitano zittisce i fischi: «abbiamo bisogno di voi». Al 12' è il palo a negare il pareggio a Pereyra. Il rigore del pari arriva grazie ad un affondo di Cuadrado, che trova la gamba di Cesar e, tra le proteste dei giocatori del Chievo, il fischio dell'arbitro. Sul dischetto Dybala, fino a quel momento insufficiente, non sbaglia. La Juventus tira così un sospiro di sollievo e si consola muovendo (poco) la classifica.