La Juve si riprende i punti ma resta appesa a un filo

22 Aprile 2023

Cancellato il -15, adesso il procedimento verrà riesaminato dalla Corte federale Il rischio sanzione sempre in agguato. Abodi duro: giustizia sportiva da riformare

TORINO. Via l'asterisco, la Juventus ha ritrovato i 15 punti conquistati sul campo ed è balzata al terzo posto della classifica, con appena due lunghezze di ritardo dalla Lazio seconda. E poche ore dopo ha anche ottenuto il pass per le semifinali di Europa League contro lo Sporting Lisbona. Ma se nessuno potrà togliere la gioia del campo vissuta in Portogallo, la decisione arrivata dal Collegio di garanzia del Coni lascia molte incertezze. Il procedimento sulle plusvalenze infatti verrà riesaminato dalla Corte federale d'appello, continuando perciò a pendere sulla Juve. Senza dimenticare le indagini relative al filone stipendi. «Farò la mia parte, di concerto eventualmente con i miei colleghi di governo e ascoltate le parti, affinché ci sia una riforma della giustizia sportiva» l'intervento di Andrea Abodi, ministro dello sport, a proposito della vicenda. «Questa precarietà non aiuta, dove c'è competizione la certezza della pena va composta con gli interessi generali», aggiunge, «e qualcosa bisogna modificare affinché le decisioni siano comprensibili e la tempistica rispettosa della reputazione della competizione». La classifica al momento è stata quindi totalmente stravolta: la Roma è scivolata al 4° posto, le due milanesi si sono ritrovate fuori dalla zona Champions. La situazione che però potrebbe ancora essere riscritta nelle prossime settimane al di là dei risultati del campo. La nuova decisione della Corte, accompagnata da una nuova sanzione, in seguito al giudizio di rinvio per le plusvalenze, potrà arrivare infatti in un periodo che spazia tra la fine di questa e l'inizio della prossima stagione. Rinvio a parte, il Collegio ha sancito la condanna definitiva di quattro dirigenti, l'ex-presidente Andrea Agnelli (2 anni di inibizione), Maurizio Arrivabene (24 mesi), Federico Cherubini (16 mesi) e Fabio Paratici (30 mesi, ieri si è dimesso da ds del Tottenham). «Indubbiamente, questo aspetto potrebbe influenzare la decisione della Corte d'Appello», sottolinea Cesare Di Cintio, avvocato esperto di diritto sportivo. Ecco perché, secondo l'esperto, «sarà decisiva l'analisi sul concetto di “carenza di motivazioni” di cui si è parlato in sede di udienza e che rappresenta il punto cruciale su cui ragionare». Senza contare che pure la nuova decisione potrebbe essere suscettibile di ricorso. Da una parte la Figc, dall'altra l'Uefa, alla Continassa devono difendersi dunque su più fronti: «L'Uefa resta in posizione di attesa e, prima di esprimersi, esaminerà anche la documentazione emersa dalla decisione finale sui processi», sostiene Di Cintio sulle possibili ripercussioni in ambito europeo, «e sarà cruciale il nodo degli ultimi bilanci del club, in base ai quali è stato stabilito il settlement agreement: in caso di incongruenze, la Uefa potrebbe decidere di adottare sanzioni, indipendentemente dagli sviluppi degli altri procedimenti». In campo intanto la Juve proverà a fare quadrato e a pensare soltanto a giocare, con il big-match contro il Napoli che incombe domani sera. E per il futuro, dalla Francia sono sicuri: Zinedine Zidane vuole tornare ad allenare e ha messo la Juventus in cima alla lista delle priorità.
Angelo Caradonna