La Juve si sveglia, l’Atalanta s’inchina

4 Dicembre 2016

La capolista supera 3-1 la rivelazione della serie A con i gol di Alex Sandro, Rugani e Mandzukic. Per i nerazzurri segna Freuler

TORINO. Un quarto d’ora per scrollarsi di dosso la ruggine della brutta sconfitta di Marassi, un altro po’ per mettere al sicuro la vittoria e anestetizzare l’Atalanta che stava viaggiando a ritmo scudetto e che, assieme al Milan, è la squadra più in forma del campionato. Dopo 19’ poteva già calare il sipario, senza tralasciare cosa è venuto dopo. La risposta della Juventus ai malumori è stata netta e inequivocabile anche perché la sensazione evidente è che in settimana Allegri abbia “massaggiato” a dovere lo spogliatoio in maniera da ricordare a tutti per chi giocano e per cosa giocano. Ha macinato più chilometri e assist Pjanic in questa partita che negli ultimi due mesi, al punto da chiedersi se quello visto in autunno non fosse in realtà la versione finta del campione strappato alla Roma. Pjanic è stato il caso più evidente di metamorfosi bianconera, ma non il solo. Rugani ha esibito personalità, Alex Sandro è stato martellante a sinistra, Mandzukic ha saputo battersi come un leone in avanti e indietro. La difesa a quattro e la presenza di un trequartista alle spalle del tandem d’attacco pare essere la soluzione più efficace.

L’Atalanta è stata in partita per 10’, aggrappata alla sana incoscienza dei suoi splendidi giovani che hanno pagato il tributo dell’inesperienza. Ma la formazione di Gasperini ha provato a replicare ai campioni, mostrato molte individualità interessanti, a cominciare da Kessie. Rimane il fatto che l’azione personale di Alex Sandro al 15’ , con la complicità di un goffo Sportiello, ha spezzato l’equilibrio. La capocciata di Rugani al 19’ ha poi messo la Juventus nella condizione migliore per rialzare la testa e ritrovare meccanismi perduti. Non a caso, ispirati da Pjanic,i bianconeri hanno sfiorato la terza rete con una punizione del bosniaco e poi con Higuain. È toccato per due volte a Mandzukic ad immolarsi nella sua area per stoppare le conclusioni dell’Atalanta, a testimonianza che la generosità del croato è senza limiti. Un primo tempo di possesso, inversamente proporzionale a quello inquietante di Genova: la restaurazione è continuata pure nella ripresa. Mandkukic è diventato eroe sbattendosi per sé e per gli altri, fino a quando non l’ha buttata dentro di testa sul solito assist di Pjanic. Cosa è venuto dopo è stata solo gestione del vantaggio e delle energie, malgrado l’Atalanta un gol lo abbia segnato, con Freuler. Compreso il palo centrato da Lemina a pochi istanti dall’epilogo.

«Era importante far capire subito che quello di Genova è stato un tonfo che ci poteva stare», ha detto il difensore bianconero Rugani, «ma che ci ha fatto crescere e capire cosa avevamo sbagliato. E questo si è visto in campo, siamo entrati in campo con il giusto approccio, siamo stati molto determinati e il risultato è stato una conseguenza.