La Juve vola con Higuain Pescara ko con onore

Ai bianconeri basta un tempo per aggiudicarsi il testacoda e aumentare a otto punti il vantaggio sulla Roma. Prova dignitosa dei biancazzurri
PESCARA. Escono tutti contenti dal campo: il Pescara, per la prova dignitosa, e la Juve, perché le basta il minimo sindacale per prendersi i tre punti e mettere le mani sul sesto scudetto di fila. Ora sono otto le lunghezze di vantaggio della capolista sulla Roma. A sei giornate dalla fine, probabilmente, è lo strappo decisivo verso la leggenda. Una Pasqua con sorpresa, quella dell’Atalanta che pareggia all’Olimpico e allarga il solco tra il primo e il secondo posto in graduatoria. Ci pensa Gonzalo Higuain a rendere dolce il ritorno di Max Allegri in quello che è stato il suo stadio. Doppietta del Pipita (201 gol in Europa), anche se il migliore, quello che spacca la partita, è Juan Cuadrado, il colombiano schierato a sorpresa dal tecnico bianconero. Che, in vista della sfida di ritorno di Champions a Barcellona, concede un turno di riposo solo alla difesa, mandando in campo tutti i gioielli d’attacco. Alla Juventus basta un tempo per far sua la partita, nell’altro amministra il risultato con lo sguardo a Dybala uscito per infortunio e in dubbio per il Camp Nou. Il Pescara perde a testa alta, fa quel che può al cospetto della squadra più forte in Italia e tra le prime otto in Europa. E’ in partita fino alla fine, nonostante i 63 punti di differenza in classifica e le tante assenze. I biancazzurri si mettono accucciati nella propria metà campo, tutti dietro la linea della palla per chiudere gli spazi. La resistenza passiva, però, dura fino a quando Allegri non perde la pazienza in panchina. Partenza lenta, quasi svogliata dei bianconeri reduci dal 3-0 dello Stadium al Barcellona. E Max perde le staffe dopo 20’, ordina ai panchinari Lemina e Rincon di andarsi a scaldare. E’ il segnale alla squadra che lo recepisce subito. Passano due minuti e l’accelerazione di Cuadrado a destra manda in tilt la difesa del Pescara. Troppo facile per Higuain mettere la palla dentro. Bianconeri al piccolo trotto. Il Pescara è anestetizzato lì davanti al cospetto della difesa meno battuta (per la 16ª volta non ha preso gol) della serie A. A fine primo tempo il colpo del ko, firmato ancora da Higuain (e sono 23!) su assist di Mandzukic. Partita virtualmente chiusa, perché la Juve è in campo a Pescara, ma con la testa è a Barcellona, per la gara di mercoledì. La capolista amministra partita e vantaggio. Pensa più che altro a non spendere energie fisiche. Il Pescara esce dal guscio, prova a giocare, ma va a sbattere sul bunker eretto davanti a Neto. Non perde la testa, esce dal campo a testa alta. E probabilmente questo è già una vittoria per Zeman. Che, numeri alla mano, perde la settima gara di fila contro la Juve di cui è diventato, suo malgrado, un nemico acerrimo. Non c’è partita, non c’è spazio per i sogni di gloria. Non ne lascia la corazzata bianconera, in rete per la 34ª gara consecutiva. L’attacco biancazzurro è praticamente inesistente: l’unico pensiero per Neto è una punizione laterale. E’ un Pescara per niente zemaniano, a tratti catenacciaro nel primo tempo. Ma dignitoso. Si schiera con il 4-3-3, ma non punge mai. Ci sta contro la Juve, laddove il rischio più diffuso è quello di prendere un’imbarcata davanti agli oltre ventimila che gremiscono l’Adriatico-Cornacchia. Ora, classifica alla mano, c’è da attendere solo il sigillo della matematica per la retrocessione in B.
Per la Juve una pratica sbrigata senza affannarsi più di tanto in mezzo alle due sfide di Champions. Poco più di un allenamento. L’unico intoppo è l’infortunio alla caviglia di Dybala, da valutare perché mette a repentaglio l’impiego della Joya al Camp Nou, dove, chiaramente, sarà tutt’altra partita rispetto a quella di ieri. E, ovviamente, servirà tutt’altra Juventus per dare seguito al 3-0 dell’andata e conquistare la qualificazione alle semifinali di Champions.
@roccocoletti1
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