La Maio lo promette: in campo solo dopo un gol

17 Dicembre 2015

La numero uno parla del momento difficile dei rossoneri in zona retrocessione «Ho vissuto periodi peggiori: prevedo una gara emozionante e ci rialzeremo»

LANCIANO. «Pur navigando in acque burrascose conosco la forza di questa squadra, di questi ragazzi e di questa piazza e ho la certezza che insieme possiamo uscire da questa tempesta». È il “capitano” della nave, la presidentessa Valentina Maio, a stare saldamente al timone della Virtus, a dare la scossa ai suoi marinai e a rassicurare i passeggeri: si uscirà dalla tempesta, e si continuerà a navigare in acque tranquille. Certo, il periodo ora non è dei migliori. Ci si ritrova alla vigilia del derby col Pescara nel pieno della burrasca: zona retrocessione, squadra falcidiata da infortuni e squalifiche e con l’umore non proprio dei migliori e con i tifosi delusi. Ma proprio il clima derby potrebbe dare quella sterzata che serve ai rossoneri per tornare alla vittoria.

Valentina Maio partiamo dal momento difficile della Virtus. Si aspettava a inizio stagione di avere queste difficoltà? Di essere al penultimo posto in classifica?

«Ogni anno partiamo con la consapevolezza che non sarà facile. Ci sono incognite e criticità che possono caratterizzare una stagione nel bene o nel male. Quest’anno non abbiamo iniziato nel migliore dei modi, ma sono sicura che abbiamo la forza per rialzarci».

I tifosi, delusi, contestano il mister ma anche la società. Fanno male o danno solo fastidio le loro critiche? E D’Aversa è intoccabile?

«Le critiche, se costruttive, non fanno mai male; servono per migliorarsi. Ciascuno di noi ha una parte di responsabilità in quello che accade: società, staff tecnico, calciatori. Andiamo tutti verso lo stesso obiettivo e insieme vogliamo portare avanti il progetto intrapreso per raggiungere quanto ci siamo prefissati. Siamo tutti in discussione, ognuno nel proprio ruolo. Per quanto riguarda il mister, l’ho detto altre volte: Roberto è stato scelto dalla società per quello che ha dato alla Virtus e per quello che continua a dare».

Ha affrontato, dato la scossa a squadra e mister? Ha fatto sentire la sua voce?

«Tutti sappiamo cosa siamo chiamati a fare, quindi nessuno ha bisogno di scosse. Siamo tutti chiamati in causa, ciascuno col proprio ruolo, a impegnarci e a fare del proprio meglio».

Ci sono stati errori nel mercato estivo? Forse aver preso troppi giovani e costruito una rosa troppo ampia con cui è difficile allenarsi?

«Ci sono giovanissimi che giocano anche in squadre blasonate e di massima serie e quindi, se pronti, possono scendere in campo. Poi visti gli infortuni o le squalifiche avuti soprattutto in quest’ultimo periodo, è servito avere una panchina lunga. Ma non sono né il direttore sportivo, né l’allenatore e quindi non entro nel merito».

State pesando di intervenire nel mercato di gennaio?

«Non è un caso se al mercato di gennaio viene attribuito l’epiteto di “mercato di riparazione”. Se ci sarà la necessità di riparare, saremo pronti».

Guardando anche alla reazione che ha avuto nella partita contro il Latina, ritiene che gli arbitri stiano penalizzando la sua squadra?

«Ormai mi conoscete, sapete quanto ci metta il cuore e la passione in tutto quello che faccio. E il cuore, spesso, ti fa fare follie, anche entrare in campo a difendere i tuoi ragazzi. Credo nella buona fede di tutti: che i ventidue calciatori che scendono in campo sono lì per dare il meglio di loro stessi e che la terna arbitrale e il quarto uomo siano lì per far rispettare le regole. Poi succede che l’attaccante tiri addosso al portiere, un difensore si lasci sfuggire un avversario, un arbitro fischi un rigore dubbio o che il presidente invada il campo. Siamo uomini, non macchine; l’errore ci può stare, ma tutti devono migliorarsi e imparare dai propri errori».

Qual è il boccone più amaro che ha mandato giù finora?

«Sul piatto della bilancia calcistica ci sono stati più manicaretti che bocconi amari. Questo mi ha permesso di affrontare con serenità e con la voglia di gustarmi ancora ogni istante di questa Virtus scrollandomi di dosso quello che poteva esserci di negativo».

Dal 2008 a oggi è questo il periodo più brutto che vive alla guida della squadra?

«Forse il periodo più brutto è stato quando, appena rilevata la società, stavamo rischiando di retrocedere. Lo stato d’animo era quello di una persona entusiasta di aver salvato la squadra della propria città, ma con l’incertezza di quello che sarebbe potuto essere. Oggi, pur navigando in acque burrascose, conosco la forza di questa squadra, dei ragazzi e della piazza e ho la certezza che insieme possiamo uscire da questa tempesta».

Ci sono voci insistenti di una cessione della società o di quote. Si parla già di incontri con presunti acquirenti.

«Non c’è nulla di vero. Né una telefonata, un fax, un sms, una mail, un incontro. Nulla. Nessuno ci ha chiesto la società e nessuno ci ha chiesto un appuntamento o fatto una proposta di acquisto formale o sussurrata a mezza bocca».

Dopo il deferimento per il pagamento in ritardo dell’Iva 2012 i tifosi temono altre penalizzazioni.

«Abbiamo sempre cercato di essere precisi e puntuali nelle scadenze. Dispiace che per un errore di forma sia arrivato un punto di penalizzazione. Sono stati tolti anche ad altre squadre che, per loro fortuna, hanno più punti in classifica e pertanto hanno pesato meno sull’andamento del campionato. L’avvocato che segue le nostre questioni sportive ha ritenuto che non ci fossero i presupposti per un ricorso. Speriamo di recuperare presto sul campo».

Il derby arriva in un momento delicato. È la partita del dentro o fuori? Che partita si aspetta? Seguirà il derby dalla panchina?

La frase più usata in questi casi è che “il derby è una storia a sé”, come se la partita fosse estrapolata da un contesto e dal tempo. Il mio auspicio è che i ragazzi giochino con passione e con la voglia di dare il meglio, che giochino per la Virtus, per loro stessi, per il loro allenatore e per i loro tifosi. Sarà una partita emozionante, ne sono certa. E sì, andrò in panchina. E se per caso dovessi entrare in campo, spero che questa volta sia per esultare per un nostro gol».

Teresa Di Rocco

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