La matricola sfida il saggio In Friuli è partita a scacchi
Brugman play maker, Oddo avanza Memushaj a supporto di Caprari in attacco Delneri punta su De Paul e Thereau alle spalle di Zapata. A Udine 350 pescaresi
PESCARA. Partita a scacchi all’ora di pranzo. Alla Dacia Arena va in scena il duello tra l’allenatore più anziano della A, il 66enne Luigi Delneri, e l’esordiente Massimo Oddo, 40 anni, secondo tecnico più giovane della categoria dopo Roberto De Zerbi del Palermo. Pescara e Udinese si affrontano con sistemi di gioco simili (difesa a quattro, tre centrocampisti e tre uomini d’attacco) ma con accorgimenti diversi.
Oddo e il suo staff hanno lavorato per fronteggiare l’emergenza in attacco causata dalle defezioni di Manaj e Bahebeck. In particolare, alle spalle di Caprari, hanno vagliato numerose ipotesi nella scelta del secondo trequartista da affiancare al titolarissimo Benali. Scartate quelle di utilizzare dal primo minuto Pepe, che non ha energie sufficienti, Mitrita, per non sbilanciare da subito la squadra, e Aquilani, come ammesso da Oddo in conferenza stampa, restavano le candidature di Brugman e Memushaj. L’uruguaiano avrebbe assicurato più qualità, ma un contributo inferiore in fase difensiva. E, soprattutto, in questo momento Oddo lo ritiene un intoccabile in posizione di play maker. Ecco perché, quasi sicuramente, l’allenatore avanzerà Memushaj chiedendogli di dare assistenza a Caprari, ma anche di ripiegare insieme a Benali nella fase di non possesso facendo salire il numero dei centrocampisti da tre a cinque. Inoltre, l’albanese dovrà limitare le avanzate di Widmer, terzino destro dei friulani che sulla fascia spinge con costanza.
Per il resto, Cristante e Aquilani mezzeali, e linea difensiva composta da Zampano, al rientro dopo due turni di stop, Campagnaro, Fornasier e Biraghi davanti a Bizzarri. Ben sette gli assenti: oltre allo squalificato Coda, saltano la sfida alla Dacia Arena (inizio alle 12,30) Verre, Vitturini, Bahebeck, Gyomber, Manaj e Muric, mentre va in panchina Crescenzi, che ha smaltito il problema al tallone.
Debutto in casa per Delneri. Il tecnico dell’Udinese, Luigi Delneri, è pronto per l’esordio davanti al proprio pubblico dopo la sconfitta contro la Juventus. «A Torino non avevamo nulla da perdere», ha detto l’ex tecnico di Chievo e Sampdoria, «ma la gara ha fornito certezze su quello che la squadra può dare. Ora abbiamo più responsabilità. L'importante è non avvilirsi di fronte agli errori». L'incontro con il Pescara sarà un banco di prova importante e impegnativo per i friulani. «È una partita da provare a vincere, ma attenzione a non caricarla troppo di situazioni che non sono quelle reali». Grande rispetto per il Pescara. «Non cambia la propria identità, gioca con molto piglio, sa quello che deve fare in campo. È una squadra da rispettare. Dobbiamo stare attenti e non abboccare ai loro movimenti senza palla».
Il tecnico riabbraccia Widmer a distanza di un mese e mezzo dall’operazione alla clavicola destra. Lo svizzero completa la linea difensiva insieme a Danilo, Felipe e Samir, con Karnezis tra i pali. In mediana Fofana, Kums e Jankto, favorito su Hallfredsson, in attacco Zapata con De Paul e Thereau a supporto. Facile prevedere che quest’ultimo, taglierà spesso verso il centro partendo in posizione leggermente defilata sulla sinistra. I movimenti del francese favoriscono gli inserimenti del 20enne Jankto, ex Ascoli, mezzala sinistra che ha corsa e un tiro potente. Indisponibili Armero, Konè, Ewandro e Penaranda. Allo stadio sono attesi circa 11mila spettatori, tra i quali 350 pescaresi pronti a sobbarcarsi la lunga trasferta alla ricerca del primo successo stagionale.
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