La promessa di Marotta: «L'Inter tornerà a vincere»

MILANO. L'era Marotta all'Inter comincia intorno a mezzogiorno, quando l'ex dg della Juventus entra per la prima volta da nerazzurro nella sede del club in centro a Milano. Un saluto ai dipendenti,...
MILANO. L'era Marotta all'Inter comincia intorno a mezzogiorno, quando l'ex dg della Juventus entra per la prima volta da nerazzurro nella sede del club in centro a Milano. Un saluto ai dipendenti, poi il cda e l'annuncio: Beppe Marotta è il nuovo amministratore delegato sport della società, mentre Antonello assumerà la carica di amministratore delegato corporate.
«Da oggi farò parte della grande Inter», le prime parole pronunciate ieri da Marotta, «per me è motivo di grande orgoglio. Inizia un nuovo capitolo, con grande voglia di portare l'Inter più in alto possibile. Ringrazio Suning per la fiducia, insieme renderemo l'Inter di nuovo vincente». L'obiettivo è quindi quello di tornare subito grandi. «Non sono un medico che viene a curare un malato, sono qui per dare il mio contributo e raggiungere obiettivi importanti».
Non sarà un ingresso facile quello di Marotta, che arriva all'Inter in uno dei momenti più complicati dell'era Spalletti. Il neo ad prova a rassicurare il tecnico: «Deve lavorare con serenità perché la società è a sua disposizione. È un ottimo allenatore». In realtà sul tecnico toscano si allungano le ombre di Conte e Diego Simeone (preferito dai tifosi). Ora tocca a Marotta dimostrare di poter essere il colpo per colmare il gap con la Juve. «Il gap si riduce con cultura del lavoro».
Scudetto 2006 all’Inter. Dodici anni dopo la fine di un campionato che precipitò nel baratro di Calciopoli, è la Cassazione a dare il verdetto definitivo, assegnando all'Inter il tricolore 2005-06. Respinto il ricorso della Juve contro la decisione della Corte d'appello di Roma che nel 2016 aveva confermato ai nerazzurri il titolo che era stato tolto ai bianconeri con quello del campionato precedente, invece non assegnato. La sentenza è stata accolta con soddisfazione da Massimo Moratti, allora presidente dell'Inter: «Tutto regolare, conseguenza di quello che è successo. Comunque bene, è sempre uno scudetto assicurato: ora devono accettarlo gli juventini».

