La rabbia di Di Sante: «Gli Sharks lasciati soli»

23 Maggio 2016

Il patron rosetano punta il dito sulle promesse mancate del Comune «È stato un errore fidarmi». E intanto pensa al futuro dopo l’addio di Trullo

ROSETO. Con l’addio di Trullo, si chiude l’annata degli Sharks, e a Roseto è già tempo di guardare al futuro. Dove però le nubi si addensano, a sentire Peppe Di Sante, l’uomo che insieme alla sua famiglia, ha permesso a questi Sharks, grazie a investimenti costanti e consistenti, di arrivare in pochi anni in A2, partendo dall’ultimo gradino: «Voglio esprimere tutta la mia delusione per la nostra situazione economica, visto che mancano delle entrate previste. Mancano infatti i soldi promessi dall’attuale amministrazione comunale che l’anno scorso aveva deliberato 150mila euro oltre a promettere i soliti 40mila annuali. Ci siamo fidati, anzi, con queste premesse, ci siamo sentiti costretti ad andare avanti, e invece di quei soldi sono arrivati solo i 10mila di Globo, e poi silenzio assoluto». La delusione è palpabile, e Di Sante è un fiume in piena: «Io non ci sto e voglio essere chiaro: Sono molto deluso dall’attuale amministrazione comunale, visto che non posso neanche fidarmi di una delibera approvata. Per questo voglio sapere subito anche dalle altre due coalizioni in corsa per la carica da Sindaco, cosa intendono fare col basket cittadino. Qui se non si cambia registro, il giorno dopo che verrà eletto il Sindaco farò le mie considerazioni e iscriverò la squadra in serie B. E sia chiaro che io la squadra la posso anche reggere da solo, ma non ci sto a essere preso in giro come accaduto finora». Parole che gettano gli Sharks ancora una volta nell’insicurezza: «Nonostante tutto, abbiamo chiuso il bilancio in attivo grazie ai risultati sportivi e alla gestione oculata, per fortuna abbiamo raccolto più dell’anno scorso, ma non posso non pensare che se arrivavano anche i soldi promessi, azzeravamo ogni debito», prosegue Di Sante. Ma non avete fatto qualcosa per allargare la base societaria? «In realtà quest’anno non abbiamo fatto ricerche, proprio perché pensavo di poter contare sul contributo del comune, ritenendo che ci sarebbe stato anche per gli anni prossimi, e su queste basi me la sentivo a proseguire da solo. Oggi dico che è stato un errore, ma di gente che si voleva avvicinare non ne vedo da sei anni». Nel frattempo avete salutato Trullo: «A Tony ho detto le cose come stanno, è un amico e un professionista serio, deve pensare alla sua carriera anche se mi sarebbe piaciuto continuare. Del resto a dispetto di tutti l’ho voluto, come ho voluto Ferraro in questa squadra». Per gli Sharks, quale futuro tecnico? «Di Paolantonio mi sembra interessante, se avrà pazienza dopo il 6 giugno ci parlerò, vedremo su che basi». Insomma, dopo le parole forti di Cianchetti di qualche giorno fa, Di Sante rincara la dose con grande energia e schiettezza. E gli Sharks finiscono nella solita tempesta perfetta estiva.

Marco Rapone