La regina d’Abruzzo è la Vastese di Bolami

Alle spalle dei biancorossi c’è il San Nicolò. Chieti disastroso
Vastese e Chieti. Sono queste le protagoniste indiscusse dell'anno solare appena terminato. Due facce della stessa medaglia, per il loro passato calcistico e per una comune appartenenza provinciale, ma agli antipodi, per ciò che concerne i risultati conseguiti negli ultimi dodici mesi. Un 2016 da incorniciare per la squadra di Gianluca Colavitto, che dopo aver vinto, sia pur al fotofinish, il campionato regionale di Eccellenza, ha saputo ripetersi anche nella categoria superiore, occupando sempre le primissime posizioni della serie D, girone F. L'esatto contrario rispetto ai "cugini" neroverdi. Per i quali, invece, è proprio il caso di parlare di "annus horribilis". Confermato, in modo più che eloquente, dai numeri. Che non sbagliano mai e che, nel caso del Chieti, lo vedono all'ultimo posto in ben undici delle dodici tabelle statistiche prese in esame per l'occasione. E a riprova di quanto attuale sia quel detto secondo cui "al peggio non c'è mai fine", basta allargare il discorso ai primi giorni del nuovo anno. Il 5 gennaio scorso, infatti, la Lnd ha decretato l'esclusione dal campionato di serie D dei teatini, la cui ultima gara ufficiale risale all'11 dicembre scorso, a Castelfidardo. Ad essa è poi seguito lo 0-3 a tavolino comminato loro in occasione del successivo impegno interno con l'Alfonsine. Disertato dal club neroverde, dichiarato pochi giorni prima fallito da una sentenza del tribunale civile. Una fine ingloriosa insomma, per un sodalizio che nell'ultima stagione e mezza, ha visto avvicendarsi gestioni tutt'altro che illuminate.
E se la prima parte dell'anno è stata positiva, complice il discreto girone di ritorno (27 punti in 17 gare) fatto registrare dalla squadra targata Umberto Marino, assolutamente da dimenticare si è rivelato il secondo semestre. Chiuso con un solo punto (peraltro annullato dalla penalizzazione subita per la mancata la già citata gara saltata) e un disastroso score, sia per quel che riguarda le reti all'attivo (appena 9) che per quelle al passivo (47). Ben altro bilancio può invece vantare la Vastese del presidente Franco Bolami.
Tutt'ora in corsa per un posto in Lega Pro, campionato dal quale manca dal 4 agosto 2010, quando la Co.Vi.Soc. decretò la sua esclusione dai Professionisti. I biancorossi, al contrario dei loro vicini di casa neroverdi, risultano infatti in testa in quasi tutte le tabelle (10 su 12), a cominciare da quella relativa alla media punti-partite. Che sfiora infatti i 2 punti (1,94 per l'esattezza), contro l'1,64 del San Nicolò, altra protagonista dell'anno passato, pur essendo espressione di una realtà calcistica assai piccola e non vantando i trascorsi di club ben più importanti e blasonati, quali ad esempio il Pescara ed il Teramo. Che da queste classifiche scomposte non escono granchè bene, soprattutto a causa del deludente percorso fatto registrare negli ultimi cinque mesi del 2016. Che per quanto riguarda i biancazzurri di Oddo, li vede oggi contestati da una cospicua fetta di tifosi. Gli stessi che, l'estate scorsa, li avevano invece portati in trionfo, complice il ritorno nella massima serie ottenuto (nei play off) a suon di gioco e di risultati. Appannato il primo, del tutto scomparsi i secondi, ed ecco spiegati i mugugni della piazza.
Del resto, il Pescara è l'unica, in Europa, a non aver mai vinto sul campo: un primato tutt'altro che lusinghiero, e confermato anche dai soliti numeri. Senza il disastroso Chieti di cui sopra, infatti, a Memushaj e soci sarebbe toccata la poco ambita "maglia nera" in ben metà delle tabelle esaminate. Stesso discorso, come detto, per il Teramo del "vulcanico" Luciano Campitelli, che dopo aver abituato sin troppo bene i suoi tifosi, ha cominciato a perdere colpi. Soprattutto nella stagione in corso, che pur non vedendo i biancorossi gravati (al contrario della precedente) da alcuna penalizzazione, non ha fatto sin qui registrare risultati all'altezza delle aspettative, relegandoli in pianta pressochè stabile nelle zone meno nobili della classifica. Tra "color che son sospesi" figurano invece le restanti due squadre prese in esame, ovvero L'Aquila e Pineto. I rossoblù, dopo aver conquistato il minor numero di punti (persino dietro al Chieti) nella prima metà del 2016, si stanno rifacendo, tant'è che sono in piena corsa, nel girone G di serie D, per la promozione diretta. Gli adriatici, invece, che in primavera avevano festeggiato il tanto atteso ritorno in Quarta serie, appaiono un po' in affanno, ma hanno tutte le carte in regola, e un intero girone di ritorno, per centrare l'obiettivo salvezza. Un capitolo a parte merita, infine, la Virtus Lanciano. La grande assente, dopo ben quattro campionati di B consecutiva, da questa pagina. Il motivo, tanto banale quanto terribile, sta nella deludente gestione recente della famiglia Maio. Che nel giro di pochi mesi ha cancellato quanto di buono fatto in precedenza, portando il calcio frentano alla totale scomparsa, e loro al pubblico oblìo.
Stefano De Cristofaro
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