La romantica medaglia di San Marino

PESCARA. Nicolò Bombini e Alvise Galli. Sono loro, senza nulla togliere agli altri, l’immagine più bella di questi primi Giochi pescaresi. Nella loro esultanza, un attimo dopo aver conquistato la...
PESCARA. Nicolò Bombini e Alvise Galli. Sono loro, senza nulla togliere agli altri, l’immagine più bella di questi primi Giochi pescaresi. Nella loro esultanza, un attimo dopo aver conquistato la medaglia di bronzo nella finale maschile del beach tennis, è racchiuso tutto l’entusiasmo e tutto l’amore per questo sport, di due spensierati ragazzini, travolti dalla notte mediterranea. Talmente forte quest’emozione da costare una perdita dei sensi a Bombini, proprio nell’immediato dopo partita: «Qualcuno avrà pensato che stessi piangendo di gioia, invece, quando mi avete visto sdraiato sulla sabbia era perché mi sentivo frastornato. Ci sono dei momenti che non ricordo, ma visto il risultato va bene tutto».
Basterà guardare la medaglia al collo e la memoria tornerà. Quello di martedì è stato il primo successo di livello per i due ragazzi, oltre che la prima medaglia per San Marino a questi Giochi. Loro però, ancora non hanno ben capito cos’hanno combinato: «È vero, dobbiamo ancora metabolizzare», dice Galli, «abbiamo giocato davanti a tanto pubblico, non ci era mai capitato. Soddisfazioni come questa ci ripagano di tutti gli sforzi e ci spingono ad andare avanti». E pensare che la finale con la Grecia si era messa subito male col ko nel primo set. Ma i due teenager hanno risalito la china, fino al tie break. «Siamo cresciuti con il passare dei minuti e anche dagli spalti hanno iniziato a tifare per noi. Questo ci ha caricato», conclude Bombini, «nel finale loro avevano i crampi e ci siamo detti che quello era il momento».(a.d.s.)
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