La salvezza è realtà ma il futuro del Roseto è un rebus

19 Maggio 2018

Serie A2 conservata sul campo, ma senza basi solide sarà difficile ripartire. Questa mattina parla Norante 

ROSETO. Missione salvezza compiuta. Ed oggi, messo nell’archivio dei bei ricordi l’impresa sportiva, restano le facce e le esultanze dei giocatori negli spogliatoi del PalaBarbuto a fine match: Infante a piangere di gioia e Marulli quasi ipnotizzato dal dolore per l’infortunio nel fine gara; gli altri due infortunati Casagrande e Contento invece, erano il primo con la testa sulla luna per convincersi che fosse tutto vero, mentre il triestino, cuore allegro del gruppo, innaffiava i compagni. E poi i sorrisi dei giovani Lupusor, Zampini, Lusvarghi e Di Bonaventura, quest’ultimo talmente caldo che ieri sera, per il doppio tesseramento, ha giocato pure gara-3 dei playoff di serie B col San Severo del coach abruzzese Giorgio Salvemini. Ed infine i due americani, soddisfatti per aver fatto il loro dovere proprio quando contava di più: «Siamo stati sotto pressione per tutta la stagione ed ora ci godiamo questa grande felicità per un obiettivo a cui tenevamo tantissimo», ha detto Matt Carlino, autore di 10 dei 12 punti di quel finale di gara vincente, ben spalleggiato da Andy Ogide che coi suoi 40 punti ha dato un segnale importante sulle sue qualità: «Un grande successo di squadra, che corona un’annata in crescita; sono molto soddisfatto della seconda parte della mia stagione, e porterò la mia canotta numero 6 a mia mamma, in ricordo di quest’avventura speciale». Ed ora, messa via l’impresa, si pensa subito al futuro della società, anche quest’anno tutto da definire: in tal senso è prevista per oggi, alle 11,30 nella sala stampa del PalaMaggetti, una conferenza stampa del presidente Norante, che a meno di clamorose novità, detterà i tempi della sua agenda per prendere una decisione sul futuro societario. Le basi di partenza sono già chiare da un pezzo, fin dalla scorsa estate, quando i soci dichiararono che senza aiuti non sarebbero riusciti a ripartire dopo questa stagione sportiva, concetti ribaditi dallo stesso Norante solo un mese fa, quando disse che stava iniziando un giro di contatti con tutte le realtà che del territorio, per offrire non solo la possibilità di sponsorizzazione del club, ma anche quella di entrare in una società che oggi in Abruzzo è seconda solo al Pescara calcio. Insomma, l’impressione è che nel Lido delle Rose si sia fatta strada una grande voglia di ripartire, ma solo se le spalle saranno economicamente coperte, altrimenti in caso di risposte negative Roseto potrebbe perdere la serie A2, aprendo la strada ad una cessione del titolo, cosa ad oggi avvenuta una sola volta nella storia della pallacanestro rosetana, nel 2007. Ma Roseto non è oggi l’unica società con queste difficoltà: anche Mantova, Bergamo e Ferrara infatti stanno riflettendo sul proprio futuro, mentre le città in cerca di titoli sono due, Urania Milano e Caserta, forse tre. Ma la prima è anche impegnata sul campo a conquistarsi il diritto di giocare in A2, mentre i casertani potrebbero giocare al ribasso qualora ritenessero il titolo degli Sharks meno appetibile di quello degli altri. Una situazione ingarbugliata che forse oggi verrà chiarita, anche perché il calendario inesorabilmente va avanti: a fine maggio ci saranno le scadenze Fip da onorare, e poi a metà giugno sarà già tempo di iscrizioni e mercato. Insomma, di tempo da perdere proprio non ce n’è.
Marco Rapone
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