La serie A ripartirà a porte chiuse In Budesliga stadi aperti al 20%

16 Settembre 2020

ROMA. «Fateci fare meno tamponi». A pochi giorni dalla ripresa della serie A, l’appello alla politica e al Comitato tecnico scientifico parte ancora una volta dalla Federcalcio. Dagli uffici di via...

ROMA. «Fateci fare meno tamponi». A pochi giorni dalla ripresa della serie A, l’appello alla politica e al Comitato tecnico scientifico parte ancora una volta dalla Federcalcio. Dagli uffici di via Allegri si chiede la possibilità di adottare un protocollo meno stringente rispetto a quello attuale che prevede un test ogni quattro giorni per ogni giocatore dei club professionistici. Un ritmo ormai definito dal presidente della Figc «insostenibile». Ma al momento non sono previste aperture in questa direzione: il comitato tecnico scientifico ha infatti ribadito che il protocollo sui tamponi resta quello previsto. E anche sul tema stadio nessun passo avanti, per ora niente pubblico: non ci sono le condizioni epidemiologiche. Il capo del calcio italiano, Gabriele Gravina, aveva manifestato l’auspicio che il Cts potesse adottare presto un nuovo protocollo: «Chiediamo di ottenere nell’immediato, perché non è più procrastinabile, di rendere più sostenibile la pratica del tampone. Auspico che il Cts possa concederci almeno questo in partenza. Ci sarà un incontro tra i membri del Cts, questa per noi è la priorità» aveva detto Gravina dopo il consiglio federale di ieri. In serata è arrivato l’orientamento del Cts, che per ora non apre spiragli. Il calcio aspetta con fiducia che presto possano arrivare novità: una volta ottenuto un protocollo meno rigido, allora si potrà pensare a mediare con il governo per una successiva e graduale riapertura degli stadi.
Stadi aperti in Germania. Stadi riaperti al pubblico per sei settimane: per l’inizio della Bundesliga gli impianti potranno essere riempiti al 20%, fino alla fine di ottobre, quando si dovrà procedere a una nuova valutazione dei dati della pandemia. È questo l’esito di un accordo fra lo stato centrale e le regioni. Un passo importante che si cala nel dibattuto sempre più acceso in tutta Europa sulla riapertura. In Inghilterra si riaccende la speranza che gli stadi possano aprire le porte ai tifosi: la Premier League è tornata a trattare col governo britannico, dopo che nei giorni scorsi i club avevano dichiarato di non essere interessati ai nuovi piani governativi che avevano abbassato il limite di tifosi consentiti a 1.000, e avevano preferito rinunciare.