La Svizzera il bivio azzurro Mancini vuole la vittoria

Dopo il pari con la Bulgaria per l’Italia la gara contro gli elvetici è da non fallire Il ct pronto a rilanciare Chiellini e Di Lorenzo in difesa, tanti dubbi in attacco
FIRENZE. L'orgoglio per il record eguagliato della leggendaria Spagna di Xavi e Iniesta (35 gare di fila senza sconfitte), la delusione per l'1-1 di giovedì con la Bulgaria che non complica il cammino delle qualificazioni mondiali ma obbliga a non fallire domani (ore 20,45) in casa della Svizzera.
È un'Italia dai sentimenti contrastanti quella che si è svegliata ieri a Coverciano: voleva onorare la prima partita da campioni d'Europa con una vittoria che le avrebbe permesso di affrontare con animo lieve e un bel distacco lo scontro diretto con gli elvetici. Invece nonostante il vantaggio targato Chiesa e i tanti ma imprecisi tentativi a rete Mancini e i suoi sono andati a sbattere contro il muro della Bulgaria cui sono bastate una sola ripartenza e un attimo di flessione di qualche azzurro per agguantare il pari e non mollarlo più. «Fisicamente abbiamo dimostrato di stare bene, ci è mancata precisione, a Basilea dovremo essere più cattivi e lo saremo. Domani dobbiamo vincere» il commento con grinta del ct ribadito poi sul profilo Instagram: «Abbiamo costruito tanto, peccato solo per il risultato. Ora testa alla prossima». L'Italia continua a guidare il girone C con 10 punti, la Svizzera segue a 6 ma con due gare in più da giocare: il regolamento per qualificarsi al Mondiale 2022 non ammette distrazioni, fra 14 mesi in Qatar andranno soltanto le prime di ogni gruppo, le dieci seconde (cui si aggregheranno le altre due di Nations League non qualificate) saranno attese da un doppio spareggio e alla fine appena tre s'aggregheranno al gruppo già qualificato.
«Dopo il 2017 non possiamo fallire l'appuntamento col Mondiale» l'ammonimento del presidente federale Gravina. «Ci tenevamo a festeggiare il nuovo inizio con vittoria davanti ai tifosi. Comunque», ha evidenziato capitan Bonucci, «ho rivisto nell'Italia lo stesso spirito dell'Europeo. Adesso concentriamoci su domenica, d'ora in poi tutte le partite saranno da vincere». Insomma, verso lo scontro diretto con la Svizzera con immutata fiducia anche se pure sotto la gestione Mancini la Nazionale ha confermato le difficoltà dopo la sosta estiva: tre pareggi e un successo in quattro partite. Il ct utilizzerà questi pochi giorni per valutare qualche cambio: già previsti a meno di contrattempi i rientri di Chiellini (per Acerbi) e Di Lorenzo (per Florenzi) dopo la tribuna di giovedì per scelta tecnica insieme fra gli altri a Zaniolo, scalpitante non meno di Pellegrini entrato solo nel finale.
Domani tornerà disponibile Locatelli dopo la squalifica anche se a centrocampo Barella-Jorginho-Verratti vanno verso la riconferma. Non altrettanto potrebbe essere in attacco: l'unico certo nel tridente è Chiesa, per il resto Mancini sta facendo le sue valutazioni. La questione-centravanti resta d'attualità: Immobile segna a raffica con la Lazio ma in azzurro non riesce a essere continuo ed incisivo. Con Belotti out per infortunio, il ct potrebbe attingere a Scamacca, convocato per la prima volta, o a Kean richiamato dopo l'esclusione dall'Europeo. A meno di non ricorrere al falso nove (Insigne, Bernardeschi, Raspadori) o accettare il consiglio-provocazione del patron della Samp Ferrero: ricorrere a Fabio Quagliarella, l'usato sicuro.
Angelo Caradonna

