La Teate vola grazie alla difesa di ferro

Chieti vicecapolista domani a Senigallia, il Teramo va a Corato
CHIETI. Un crescendo di rendimento e di risultati legati, su tutto, ad una grande intensità difensiva. Per la Teate di coach Piero Coen una media partita di punti subiti che si attesta intorno a quota 63 e si continua a lavorare, durante la settimana, per migliorare ulteriormente questo dato.
Specie quando, alle porte, c’è una trasferta come quella di Senigallia.
«Affrontiamo una squadra capace di colpire con facilità dalla lunga distanza e che, quando trova la giornata giusta, sa creare grossi problemi a qualsiasi avversario», spiega lo stesso Coen secondo in classifica. «Sicuramente un severo banco di prova per il quale ci stiamo preparando nel migliore dei modi».
Potrebbe non essere della partita, per un problema al ginocchio, l’ala marchigiana Gurini grande protagonista, con 25 punti all’attivo e 28 di valutazione, nella gara di andata in cui il Senigallia passò al PalaTricalle al termine di una sfida rocambolesca.
«Conosco bene ed apprezzo Gurini che è stato anche un mio giocatore», continua il tecnico teatino, «e mi dispiace sinceramente per l’infortunio. Non so se potrà essere disponibile ma, in ogni caso, eventuali situazioni di emergenza finiscono spesso per dare una scossa positiva all’intera squadra. Sarà comunque dura e, per far risultato, dovremo come sempre dare il meglio di noi stessi in difesa anche per evitare di mettere in fiducia gli avversari».
Organico al completo, ha ripreso la preparazione con il gruppo anche Ponziani, domenica scorsa tenuto prudenzialmente a riposo. Intanto, per un Giulianova caricato dal successo interno sullo stesso Senigallia, è in arrivo una trasferta impegnativa sul parquet di Bisceglie, formazione che nell’ultimo turno è uscita sconfitta dal terreno del Teramo, che si prepara, in piena rincorsa per uscire dalla bassa classifica, a render vista al Corato, altra squadra che, come il Giulianova, staziona ai bordi della zona play-off.
Turno di riposo, infine, per il Campli.
Giuseppe Rendine
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